sabato, Agosto 30

Emanuela Fanelli nel mirino: scoppia il caso a Venezia, la sua risposta

La polemica veneziana arriva a pochi giorni da un altro episodio: quello di Carlo Verdone. Il regista romano aveva firmato un appello “per la pace”, convinto di dare un contributo morale. Solo in seguito ha scoperto che il documento conteneva richieste ben più radicali, come l’esclusione di attori israeliani dagli eventi internazionali, tra cui Gal Gadot. Una discriminazione mascherata da pacifismo che ha spinto Verdone a prendere le distanze e a fare marcia indietro.

I due casi, Fanelli e Verdone, hanno un filo rosso: il rischio della “militanza obbligatoria”. In un clima di forte polarizzazione, anche eventi culturali rischiano di trasformarsi in campi di battaglia ideologici. Non basta dichiararsi contro la guerra: bisogna farlo con il linguaggio imposto da chi detta la linea, pena l’essere etichettati come indifferenti o traditori.

“Salvate il soldato Fanelli”

Molti colleghi e commentatori, invece, hanno difeso la madrina della Mostra. La sua normalità e leggerezza sono state considerate un atto di coraggio in tempi di isteria collettiva e ipocrisia. In fondo, ricordano i sostenitori, il compito della Fanelli non era quello di pronunciare sermoni geopolitici, ma di fare il suo mestiere di attrice e presentatrice.

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