Per i Socialdemocratici restare dentro un governo così impopolare significava esporsi al rischio di perdere consensi a favore dell’estrema destra. La fuoriuscita di aprile e poi la mozione di sfiducia sono stati il risultato di questo calcolo politico.
Il deficit che spiega tutto
Il contesto economico spiega la durezza delle misure adottate da Bolojan. Nel 2025 il rapporto deficit-PIL della Romania era al 7,7% — tra i più alti nell’Unione Europea, molto sopra la soglia del 3% fissata da Bruxelles per non incorrere in procedure di infrazione. Quella contro la Romania è aperta dal 2020. Un deficit di queste dimensioni rendeva il margine di manovra del governo quasi nullo, costringendolo a scelte impopolari per rientrare nei parametri europei.
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Cosa succede adesso: l’incertezza totale
La domanda che nessuno riesce ancora a rispondere con certezza è: cosa succede ora? AUR e Socialdemocratici non hanno i seggi sufficienti per governare da soli, e i partiti liberali hanno escluso qualsiasi alleanza con i Socialdemocratici dopo la fuoriuscita di aprile. Un governo tecnico? Un’altra coalizione di emergenza? La Romania non è mai andata a elezioni anticipate nella sua storia — ma questa potrebbe essere la prima volta che la questione si pone seriamente sul tavolo.
L’Europa guarda con preoccupazione. Un paese con un deficit fuori controllo, una procedura di infrazione aperta e ora senza governo stabile è un problema non solo per Bucarest, ma per l’intera architettura fiscale dell’Unione.