giovedì, Maggio 21

È morto il cardinale Camillo Ruini, protagonista della Chiesa italiana

È morto il cardinale Camillo Ruini, storico protagonista della Chiesa italiana e figura centrale del cattolicesimo politico degli ultimi decenni. Aveva 95 anni.

Per sedici anni è stato presidente della Conferenza Episcopale Italiana, guidando la CEI dal 1991 al 2007 in uno dei periodi più delicati e divisivi della politica italiana. Nel corso della sua lunga carriera ecclesiastica è diventato uno dei religiosi più influenti del Paese, intervenendo spesso nel dibattito pubblico con posizioni molto nette sui temi etici e sociali.

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Negli anni il suo nome è diventato simbolo di una stagione in cui la Chiesa cattolica ebbe un ruolo politico estremamente forte, soprattutto durante i governi di centrosinistra guidati da Romano Prodi.

Dagli studi teologici alla guida della CEI

Camillo Ruini era nato a Sassuolo, in provincia di Modena, nel 1931. Considerato fin da giovane un teologo brillante e un filosofo di grande preparazione, entrò rapidamente nelle gerarchie più influenti della Chiesa italiana.

Fu Giovanni Paolo II a puntare fortemente su di lui, nominandolo cardinale nel 1991. Nello stesso anno divenne presidente della CEI dopo aver già ricoperto il ruolo di segretario generale nei cinque anni precedenti.

Il suo mandato alla guida dell’assemblea dei vescovi italiani durò ben sedici anni, diventando il più lungo nella storia della Conferenza Episcopale Italiana.

Ruini trasformò profondamente il ruolo della CEI, portandola a intervenire in modo molto più diretto nella vita politica italiana rispetto al passato.

Lo scontro con i governi di centrosinistra

Nel corso degli anni Novanta e Duemila, Ruini divenne uno dei principali punti di riferimento del mondo cattolico conservatore.

Le sue posizioni si scontrarono duramente con i governi di centrosinistra, in particolare quelli guidati da Romano Prodi.

Il cardinale intervenne spesso contro riforme considerate in contrasto con la dottrina cattolica, assumendo un ruolo politico che molti osservatori giudicarono senza precedenti per la CEI.

Proprio da quel modo di guidare la Chiesa italiana nacque il termine “ruinismo”, utilizzato da giornalisti e analisti per descrivere l’influenza politica esercitata dal cardinale.

Le battaglie su fecondazione assistita ed eutanasia

Tra i temi su cui Ruini intervenne con maggiore decisione ci furono quelli legati ai diritti civili e alla bioetica.

Nel 2005 si schierò apertamente contro il referendum sulla fecondazione assistita promosso dai Radicali, invitando gli elettori all’astensione per far fallire il quorum.

La strategia funzionò e il referendum non raggiunse il numero minimo di votanti necessario per essere valido.

Ruini si oppose inoltre a qualsiasi apertura legislativa sull’eutanasia e sul fine vita.

Nel 2006 fece molto discutere la decisione di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby, l’attivista malato di distrofia muscolare che aveva scelto di interrompere le cure mediche che lo tenevano in vita.

Secondo il cardinale, quella scelta rappresentava un suicidio incompatibile con i principi della dottrina cattolica.

La battaglia contro i DICO

Ruini fu anche uno dei principali oppositori del progetto di legge sui DICO, le unioni civili promosse dal governo Prodi come prima forma di riconoscimento delle coppie conviventi non sposate.

Il cardinale guidò una durissima campagna pubblica contro il provvedimento, contribuendo ad alimentare forti tensioni anche all’interno della stessa maggioranza di centrosinistra.

La proposta venne infine accantonata con la caduta del governo nel 2008.

Per molti anni Ruini è stato considerato il simbolo della linea più conservatrice della Chiesa italiana sui temi etici.

Un protagonista assoluto della Chiesa italiana

Nel corso della sua vita Camillo Ruini è stato molto più di un semplice cardinale.

Per milioni di italiani ha rappresentato una figura capace di influenzare direttamente il dibattito politico nazionale, diventando uno degli uomini più potenti del Vaticano durante il pontificato di Giovanni Paolo II.

Amato da una parte del mondo cattolico e criticato duramente da chi lo accusava di interferire nella politica italiana, Ruini ha segnato profondamente un’intera stagione della vita pubblica del Paese.

Con la sua morte si chiude una delle epoche più influenti e controverse della Chiesa italiana contemporanea.

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