martedì, Maggio 5

Esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio: 21 morti e 61 feriti – VIDEO

Un normale lunedì pomeriggio si è trasformato in una delle pagine più drammatiche della cronaca industriale cinese recente. Una potente esplosione ha devastato la Huasheng Fireworks Manufacturing and Display Company a Liuyang, nella provincia dello Hunan — uno dei principali distretti produttivi di fuochi d’artificio al mondo. Il bilancio provvisorio parla di almeno 21 morti e 61 feriti, con operazioni di soccorso ancora in corso nelle ore successive all’incidente.

L’esplosione e il bilancio delle vittime

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L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio del 4 maggio. L’esplosione ha colpito il sito produttivo con una violenza tale da richiedere l’attivazione immediata dei massimi protocolli di emergenza nazionale. Quasi 500 soccorritori sono stati dispiegati sul posto — tra vigili del fuoco, personale medico e squadre specializzate — impegnati in una corsa contro il tempo resa estremamente pericolosa dalla presenza di due depositi di polvere nera ancora intatti nelle vicinanze dell’area colpita.

Per neutralizzare i rischi residui durante le operazioni di ricerca dei superstiti, le squadre di emergenza hanno adottato tecniche avanzate di umidificazione e fatto ricorso a robot specializzati. Le autorità hanno ordinato l’evacuazione immediata delle zone a rischio nelle aree circostanti.

Xi Jinping interviene personalmente

La gravità della situazione è tale da aver spinto il presidente cinese Xi Jinping a intervenire direttamente, con una richiesta esplicita di intensificare gli sforzi per il salvataggio dei dispersi e un severo monito sulla gestione della sicurezza industriale. Un segnale inequivocabile di quanto la vicenda sia considerata una ferita aperta per l’intera nazione — e di quanto il governo intenda rispondere con durezza.

L’emittente statale CCTV ha confermato che l’inchiesta sulle cause del disastro è già stata avviata. Sono state applicate le prime misure restrittive nei confronti dei vertici della compagnia, in linea con la politica di tolleranza zero che Pechino ha dichiarato di voler applicare nei settori ad alto rischio industriale.

Liuyang: la capitale mondiale dei fuochi d’artificio

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