sabato, Gennaio 24

Femminicidio di Anguillara, l’autopsia cambia gli orari: cosa si scopre

Gli orari non tornano e l’ombra di un possibile complice torna ad allungarsi sul femminicidio di Federica Torzullo, uccisa nella villetta di Anguillara Sabazia tra l’8 e il 9 gennaio. Dai primi risultati dell’autopsia emerge un elemento destinato a rimettere in discussione la versione fornita dal marito, Claudio Carlomagno.

Secondo quanto trapela dagli accertamenti medico-legali, sul corpo della vittima sarebbero stati riscontrati residui di cibo ancora in fase digestiva nello stomaco e nell’intestino. Un dettaglio che potrebbe indicare come la donna abbia mangiato poco prima di morire, aprendo all’ipotesi che il decesso non sia avvenuto all’alba del 9 gennaio, ma diverse ore prima, probabilmente la sera dell’8 gennaio.

La versione del marito sotto esame

Federica Torzullo marito

Claudio Carlomagno, 44 anni, titolare di un’azienda di movimento terra, ha confessato l’omicidio sostenendo di aver ucciso la moglie intorno alle 6.30 del mattino del 9 gennaio, utilizzando un coltello che non è mai stato ritrovato. Una ricostruzione che però presenta numerose incongruenze.

Il capo della Procura di Civitavecchia, Alberto Liguori, ha parlato fin dall’inizio di zone d’ombra nella scansione temporale dei fatti. Se l’orario della morte dovesse effettivamente slittare alla sera precedente, l’intero quadro cambierebbe radicalmente, aprendo anche alla possibilità che qualcuno abbia aiutato l’uomo nelle ore successive al delitto.

Il nodo del padre e i nove minuti davanti alla villetta

Tra gli elementi più delicati dell’inchiesta c’è la presenza del padre dell’uomo, Pasquale Carlomagno. Il 9 gennaio, tra le 7.08 e le 7.17, l’uomo viene ripreso dalle telecamere mentre si presenta davanti alla villetta di via Costantino, rimanendo per nove minuti al citofono.

Secondo la versione fornita dal figlio, il padre stava cercando le chiavi di un furgone aziendale, non avrebbe ricevuto risposta e si sarebbe allontanato. Tuttavia, diciotto minuti dopo, Claudio Carlomagno esce di casa con la sua Kia, con il corpo della moglie nascosto nel portabagagli.

Un intervallo temporale considerato cruciale dagli investigatori, che si interrogano sulla reale consapevolezza del padre e sulla possibilità che possa aver intuito quanto accaduto.

L’ombra ripresa dalle telecamere

Un ulteriore punto ancora da chiarire riguarda la presenza di una persona non identificata, ripresa dalle telecamere di via Costantino. Le immagini mostrerebbero un’ombra accanto a Carlomagno quando l’uomo rientra nella villetta alle 14.17 del 9 gennaio.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia stanno cercando di stabilire se in auto con lui ci fosse effettivamente un’altra persona, ipotizzando che qualcuno possa averlo aiutato a ripulire l’abitazione dal sangue o a gestire le fasi successive all’omicidio.

Il ruolo decisivo dell’autopsia

Decisivo sarà ora capire che tipo di cibo fosse presente nello stomaco di Federica Torzullo e a che punto si trovasse la digestione. Stabilire se si tratti di un pasto compatibile con una colazione o con una cena consentirà di fissare con maggiore precisione l’orario della morte.

Al momento non si tratta di una prova definitiva, ma di un indizio pesante che potrebbe riscrivere la cronologia del femminicidio. Un dettaglio tecnico che, se confermato, renderebbe ancora più fragile la confessione del marito e rafforzerebbe l’ipotesi di un coinvolgimento di terze persone.

Il lavoro dei medici legali e degli investigatori prosegue. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile stabilire con certezza quando Federica Torzullo è stata uccisa e chi era davvero presente in quelle ore.

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