Una forte scossa di terremoto ha svegliato di soprassalto la popolazione del nordovest della Grecia nella mattinata di oggi, domenica 8 marzo 2026. Il sisma, di magnitudo 5.5, è stato registrato alle 5:32 ora locale — le 4:32 in Italia — e ha avuto epicentro a circa 50 chilometri a ovest della città di Giannina, capoluogo della regione dell’Epiro. La scossa è stata chiaramente avvertita dalla popolazione locale, che in molti casi è stata svegliata dal tremore nella notte.
Il terremoto non si è fermato ai confini greci: la scossa è stata percepita distintamente anche nella vicina Albania e in Macedonia del Nord, a conferma dell’intensità di un evento sismico che, pur non raggiungendo soglie catastrofiche, ha avuto un impatto diffuso su un’area geograficamente ampia. Nei Paesi confinanti le segnalazioni sui social media si sono moltiplicate nelle prime ore dopo il sisma, con abitanti che descrivevano il tremore come improvviso e netto.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) italiano e del servizio di monitoraggio geologico statunitense USGS, il sisma ha avuto un ipocentro a circa 10 chilometri di profondità. Una profondità superficiale, che tende ad amplificare la percezione in superficie rispetto a terremoti più profondi della stessa magnitudo. Questo spiega perché la scossa sia stata avvertita in modo così netto da chi si trovava nelle abitazioni della zona.
La Grecia è uno dei Paesi europei a più alta sismicità, ed eventi di questa entità non sono rari nel territorio ellenico. Ma ogni terremoto significativo riporta inevitabilmente alla memoria la storia sismica di questa regione e le sue conseguenze più drammatiche. Vale dunque la pena capire cosa sappiamo al momento e in quale contesto si inserisce questa scossa.





