Lo scontro politico attorno alla conferenza stampa di Giorgia Meloni si allarga e assume contorni sempre più netti. Le parole della presidente del Consiglio, pronunciate alla Camera dei deputati, hanno innescato una raffica di reazioni da parte delle opposizioni e messo in evidenza nuove fratture anche all’interno della maggioranza, soprattutto sul fronte della guerra in Ucraina e dell’invio di armi a Kiev.
Nel mirino dei partiti di opposizione finiscono non solo i toni utilizzati dalla premier, giudicati da molti “arroganti” e distanti dalla realtà sociale del Paese, ma anche le omissioni ritenute più gravi: sanità, povertà, caro vita e condizioni salariali. Temi che, secondo il Partito democratico, sarebbero stati completamente ignorati nel corso di una lunga conferenza stampa durata oltre due ore.
Il botta e risposta tra Giorgia Meloni e Vannacci sull’Ucraina
Uno dei passaggi più controversi riguarda la guerra in Ucraina. Giorgia Meloni si è detta sorpresa dalle posizioni critiche espresse da alcuni esponenti della Lega sull’invio di armi a Kiev, soffermandosi in particolare sul fatto che tali perplessità provengano da un generale. Un riferimento diretto che ha chiamato in causa Roberto Vannacci, europarlamentare e vicesegretario del Carroccio.
La replica di Vannacci non si è fatta attendere. L’ex generale ha ribadito di non aver mai cambiato idea, sostenendo che l’invio di armi in un conflitto in corso, senza un coinvolgimento diretto della Nato o dell’Unione europea, sia una scelta contraddittoria e destinata a non modificare l’esito militare dello scontro. Secondo Vannacci, confondere deterrenza e invio diretto di armamenti rischia di alimentare un conflitto che, a suo giudizio, sta già mostrando un chiaro andamento sul terreno.
Le sue parole mettono in luce una tensione politica che va oltre il singolo episodio e che tocca uno dei dossier più delicati della politica estera italiana, in un contesto internazionale segnato da una guerra che dura ormai da anni e da equilibri geopolitici sempre più fragili.
Il Pd all’attacco: “Il Paese reale non interessa alla premier”
Dal fronte dell’opposizione, il Partito democratico ha reagito con durezza. Senatori e deputati dem accusano la presidente del Consiglio di vivere in una dimensione distante dai problemi quotidiani dei cittadini. Secondo i vertici dei gruppi parlamentari, durante l’intervento di Meloni non sarebbe mai stata pronunciata la parola “sanità”, nonostante le difficoltà croniche del sistema sanitario pubblico e la carenza di medici in molti comuni italiani.
Ancora più grave, secondo il Pd, il silenzio sulla povertà. I democratici citano episodi simbolici, come le lunghe file davanti alle mense solidali durante le festività natalizie, per sottolineare una realtà che il governo continuerebbe a ignorare. A questo si aggiunge la critica sul caro vita e sugli stipendi, giudicati sempre più insufficienti a fronte dell’aumento dei prezzi.



















