martedì, Luglio 14

Referendum giustizia, sondaggio: gli ultimi dati nei partiti

Il referendum sulla giustizia entra nella fase più calda della campagna e i numeri iniziano a delineare un quadro chiaro, ma non definitivo. Secondo un nuovo sondaggio pubblicato dal quotidiano “Il Giornale”, il Sì alla separazione delle carriere sarebbe in vantaggio con il 53,3%, mentre il 46,7% si orienterebbe verso il No.

Un margine che, pur significativo, non mette al riparo da sorprese: resta infatti un bacino di circa 20% di indecisi, decisivo per l’esito finale della consultazione.

Leggi anche:Legge elettorale, il governo va sotto alla Camera per un voto: bocciato l’emendamento sulle preferenze

Leggi anche:Pestaggio a San Benedetto, Vannacci prende le distanze: “Non mi pare legittima difesa”. La Procura indaga

Leggi anche:Milano, il nodo Cottarelli agita il Pd: l’ex senatore verso il centrodestra, Schlein pronta a intervenire

La Russa: “Abbassare i toni”

Nel pieno del dibattito politico è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, invitando a semplificare il confronto pubblico.

“Bisognerebbe dire agli italiani che il referendum vuole due cose: la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e un Csm non deciso dalle correnti ma dal sorteggio. Se piace si vota Sì, se non piace si vota No. Tutto il resto crea confusione”, ha dichiarato a Radio anch’io su Radiouno Rai.

Un appello a evitare polemiche e sovrastrutture che, secondo La Russa, rischiano di complicare la decisione dei cittadini.

Centrodestra compatto sul Sì

Il dato politico più netto riguarda l’elettorato di centrodestra, che appare sostanzialmente compatto.

  • Fratelli d’Italia: 97% favorevole al Sì
  • Lega: 96% favorevole
  • Forza Italia: 94% favorevole

Numeri che configurano un vero e proprio plebiscito interno, con percentuali che sfiorano l’unanimità tra gli elettori delle forze di governo.

Le divisioni nel campo del No

Più articolata la situazione nel centrosinistra. Nel Partito Democratico l’85% degli elettori si dichiara contrario alla riforma, ma un 15% voterebbe comunque Sì.

Nel Movimento 5 Stelle, invece, la spaccatura appare più evidente: il 25% degli elettori grillini sarebbe favorevole alla riforma, un dato non marginale che segnala tensioni interne su un tema tradizionalmente sensibile per il movimento.

In Alleanza Verdi-Sinistra il No raggiunge il 92%, con una base decisamente più compatta.

Il peso degli indecisi

Il sondaggio dell’Istituto Noto indica un vantaggio del Sì di circa 3,3 punti percentuali. Tuttavia la presenza di un quinto dell’elettorato ancora indeciso mantiene aperto il risultato.

Molto dipenderà dall’affluenza e dalla capacità delle diverse forze politiche di mobilitare i propri elettori. In particolare, le oscillazioni nel Movimento 5 Stelle potrebbero rivelarsi decisive in caso di confronto serrato.

Il referendum sulla separazione delle carriere si conferma così uno snodo politico rilevante, capace di ridefinire non solo l’assetto della magistratura ma anche gli equilibri tra le forze parlamentari.