Giorgia Meloni, il Pd attacca: “Il Paese reale non le interessa”. Scontro su Ucraina e giustizia

Per i dem, la conferenza stampa avrebbe avuto un unico obiettivo: prendere tempo e mascherare l’assenza di risposte strutturali con formule ripetute come “stiamo intervenendo” o “è in agenda”. Un linguaggio che, a loro avviso, non basta più a rassicurare un Paese segnato da crescenti disuguaglianze.

Giustizia e magistratura: lo scontro si riaccende

Altro terreno di scontro è quello della giustizia. Le dichiarazioni della premier sul rapporto tra sicurezza e magistratura vengono lette dal Pd come un attacco politico mirato, in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Secondo Debora Serracchiani, attribuire alla magistratura le responsabilità dei problemi legati alla sicurezza rappresenta una scelta precisa e non casuale.

Il senatore Dario Parrini parla apertamente di arroganza istituzionale e invita a mobilitarsi contro la riforma, ritenuta pericolosa per l’equilibrio democratico. La critica si estende anche al metodo: quando il governo fallisce, sostengono i dem, cerca un capro espiatorio invece di affrontare le proprie responsabilità.

Le altre opposizioni: “Propaganda al posto della realtà”

Sulla stessa linea si collocano Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle. Per Angelo Bonelli, le parole della presidente del Consiglio descrivono un’Italia che non esiste, sostituendo la realtà sociale ed economica con una narrazione propagandistica. Secondo Avs, il Paese avrebbe bisogno di giustizia sociale, pace e transizione ecologica, non di autocelebrazioni.

Ancora più duro il giudizio del M5S, che accusa il governo di prendere in giro i cittadini e di preparare nuove misure repressive, considerate inefficaci contro la criminalità ma utili a limitare il dissenso. Un’accusa che alimenta ulteriormente il clima di tensione politica attorno ai temi della sicurezza e dei diritti civili.

Un quadro politico sempre più polarizzato

Le reazioni alla conferenza stampa di Giorgia Meloni restituiscono l’immagine di un Paese profondamente polarizzato. Da un lato una premier che rivendica l’azione del governo e difende le proprie scelte, dall’altro opposizioni che denunciano una distanza crescente tra Palazzo Chigi e la vita reale dei cittadini.

Nel mezzo, emergono contraddizioni interne alla maggioranza e una politica estera che continua a dividere. Il dibattito sull’Ucraina, sulla giustizia e sulle priorità economiche si intreccia con un malessere sociale che fatica a trovare risposte concrete. Uno scenario destinato a rimanere centrale nel confronto politico dei prossimi mesi.

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