L’aumento dei dazi annunciato dagli Stati Uniti nei confronti dei Paesi europei coinvolti nella sicurezza della Groenlandia viene definito “un errore” dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier è tornata a intervenire sul tema parlando con i giornalisti a Seul, spiegando di aver avuto un colloquio diretto con Donald Trump nelle ore successive all’annuncio del presidente americano.
Il colloquio con Trump dopo l’annuncio sui dazi

Il contatto tra i due leader è avvenuto dopo che Trump ha dichiarato l’intenzione di introdurre dazi del 10% nei confronti dei Paesi europei che hanno deciso di inviare militari nell’Artico per contribuire alla sicurezza della Groenlandia. Una mossa che ha immediatamente acceso le tensioni tra Washington e diverse capitali europee, mentre il governo italiano ha scelto una linea più prudente.
“Un problema di comunicazione tra Washington e Bruxelles”
Secondo Meloni, alla base dello scontro ci sarebbe “un problema di comprensione e comunicazione” tra Stati Uniti e Unione Europea. La premier ha sottolineato come l’iniziativa di alcuni Paesi Ue non debba essere interpretata come una scelta anti-americana, ma come parte di un più ampio quadro di cooperazione internazionale. Una posizione che si distingue dalle reazioni più dure arrivate da Berlino, Parigi e Stoccolma, che hanno respinto con fermezza le pressioni di Trump.
La linea italiana tra cautela e mediazione
Già nelle ore precedenti, il governo italiano aveva mostrato un atteggiamento cauto. La stessa Meloni aveva parlato di una valutazione della presenza italiana “insieme agli alleati della Nato”, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva invitato al dialogo. Oggi la premier ribadisce questa linea, avvertendo che è necessario “riprendere il dialogo ed evitare una escalation”, nel tentativo di ridurre le tensioni e ricondurre il confronto su un piano diplomatico.


















