lunedì, Marzo 9

Crosetto riunisce 130 persone in videoconferenza d’emergenza: “Rafforzare la difesa aerea, burocrazia incompatibile con la crisi”

Il passaggio più significativo dell’intervento di Crosetto riguarda la burocrazia. Il ministro ha detto esplicitamente che le procedure amministrative ordinarie sono incompatibili con la rapidità richiesta da una fase internazionale così delicata, e che rallentarle significa mettere a rischio l’efficienza operativa e — in ultima analisi — la sicurezza nazionale.

È un messaggio insolito nel linguaggio istituzionale italiano, abituato a formule più caute. Sentire un ministro della Difesa chiedere pubblicamente di tagliare i tempi burocratici in materia di armamenti, in piena crisi internazionale, dice qualcosa di preciso sulla percezione della gravità della situazione all’interno del governo.

Sistema Paese unito: istituzioni, forze armate e industria

Crosetto ha chiuso la riunione con un appello alla sinergia: in una fase così complessa, ha ribadito, è fondamentale che istituzioni, forze armate e industria della difesa operino come un sistema unico e coerente. La situazione internazionale, ha concluso, potrebbe aggravarsi rapidamente, con conseguenze geopolitiche ed economiche dirette per l’Italia.

Un avvertimento che si inserisce in un quadro già denso di segnali: la fregata italiana dirottata verso Cipro, il KC-767A che vola ripetutamente verso il Golfo, il cannone Skynex inviato in Kuwait. L’Italia non è in guerra — lo ripete la premier Meloni — ma si sta preparando come se la guerra potesse bussare alla porta prima di quanto molti immaginano.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.