“Un fatto positivo, ma il regime non è caduto”

Fini definisce “un fatto positivo” la fine della guida suprema Ali Khamenei, sottolineando tuttavia che questo non equivale alla caduta del sistema degli ayatollah. Secondo l’ex ministro degli Esteri, il potere iraniano si regge ancora su una struttura consolidata composta da Pasdaran e Basij, integrata da decenni nel tessuto politico e militare del Paese.
Il messaggio è chiaro: la situazione è in evoluzione, ma non si può parlare di crollo del regime.
Meloni e la collocazione internazionale
Nel suo intervento Fini difende l’azione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ritenendo che in un contesto storico complesso abbia collocato l’Italia “dalla parte giusta”.
Richiama la linea tenuta sull’Ucraina, con il sostegno al diritto di difesa di Kiev, e la posizione sul conflitto israelo-palestinese, dove riconoscere lo Stato palestinese non significa accettare slogan contro l’esistenza di Israele.
Italia riferimento per l’Unione europea
Fini sottolinea anche il rafforzamento del ruolo italiano in Europa, citando il rapporto costruito con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il peso esercitato dall’Italia attraverso l’incarico ricoperto da Raffaele Fitto nella Commissione Ue.


















