Il vertice Putin-Trump, che potrebbe tenersi entro il prossimo fine settimana, viene percepito come un potenziale punto di svolta per la guerra in Ucraina. Fonti diplomatiche indicano che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di rinunciare alla Crimea e all’intera area orientale del Donbass, in cambio di garanzie di protezione da parte degli Stati Uniti una volta terminato il conflitto.
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Secondo informazioni citate da Bloomberg, il presidente russo Vladimir Putin chiederebbe all’Ucraina di cedere completamente le regioni di Luhansk e Donetsk — comprese le città ancora sotto controllo ucraino come Sloviansk, Kramatorsk, Pokrovsk e Kostiantynivka — oltre alla Crimea, annessa da Mosca nel 2014. In cambio, la Russia interromperebbe la sua offensiva negli oblast di Kherson e Zaporizhzhia, ritirandosi anche dalla regione di Sumy e fermando l’avanzata nel Dnipropetrovsk.
Un possibile “congelamento” del conflitto
Gli analisti sottolineano che una soluzione definitiva non sarebbe immediata. Si tratterebbe piuttosto di un congelamento del conflitto, in attesa di future condizioni favorevoli per un accordo di pace duraturo. La Russia, dal canto suo, si sente in posizione di forza sul campo e considera irrinunciabili le aree oggi sotto il suo controllo.
Nel frattempo, cresce in Ucraina la stanchezza per una guerra che dura ormai da oltre tre anni. Secondo un sondaggio Gallup, il 69% della popolazione vorrebbe una rapida fine delle ostilità tramite negoziati, una percentuale tripla rispetto al 2022.
Pressioni interne su Zelensky
Fonti vicine al governo ucraino affermano che Zelensky senta sempre più la pressione del comandante militare Valerii Zaluzhny e il timore di un possibile cambio di leadership. Alcuni media di Kiev avvertono che le decisioni prese tra Putin e Trump potrebbero “non piacere all’Ucraina”, ma soprattutto al presidente stesso.
L’ottimismo di Tusk e i contatti diplomatici
Il premier polacco Donald Tusk ha dichiarato di percepire “alcuni segnali” che farebbero pensare a un congelamento della guerra “più vicino che lontano”. Dopo una telefonata con Zelensky, Tusk ha parlato di un leader “molto cauto ma ottimista” e di un’Ucraina disposta a coinvolgere Polonia e altri Paesi europei nella pianificazione di un cessate il fuoco.
Lo stesso Zelensky ha confermato che in questi giorni sono avvenuti “molti contatti a vari livelli”, tutti accomunati dalla convinzione che “la guerra deve finire” e che l’Europa debba sviluppare “una posizione comune su ogni aspetto importante della sicurezza”.
Il fronte militare non si ferma
Nonostante le aperture diplomatiche, il conflitto prosegue. L’intelligence ucraina ha colpito una base dell’aeronautica russa ad Afipsky, nella regione di Krasnodar, provocando la morte di 12 militari. Nelle stesse ore, le forze russe hanno condotto nuovi attacchi in diverse regioni ucraine, causando 5 vittime e 23 feriti.
Le prossime mosse diplomatiche e militari determineranno se questa ipotesi di compromesso resterà solo uno scenario teorico o diventerà il preludio a una vera trattativa di pace.
