Le autorità iraniane hanno inoltre intensificato le operazioni interne, annunciando l’arresto di centinaia di persone accusate di collaborare con il nemico o di destabilizzare il Paese.
Spunta il piano segreto per la tregua
Nonostante l’escalation militare, sul piano diplomatico si muove qualcosa. Secondo indiscrezioni, Stati Uniti e Iran avrebbero ricevuto una proposta di pace elaborata dal Pakistan. Il piano prevederebbe un cessate il fuoco immediato seguito da negoziati più ampi, con la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz entro 15-20 giorni.
Altre fonti parlano di una tregua temporanea di 45 giorni, utile per arrivare a un accordo definitivo. Tuttavia, l’Iran ha smentito ufficialmente l’esistenza di intese concrete.
Mediazioni internazionali e scenari
Paesi come Pakistan, Egitto e Turchia stanno cercando di mediare tra le parti, mantenendo aperti canali di comunicazione in un contesto sempre più fragile. Anche Russia e Cina hanno chiesto di fermare le ostilità e avviare un dialogo politico, sottolineando i rischi globali di un conflitto prolungato.
Una crisi globale
Il conflitto non riguarda solo il Medio Oriente: le conseguenze si stanno già facendo sentire a livello globale, soprattutto sul fronte energetico e dei trasporti.
La possibile chiusura o limitazione dello Stretto di Hormuz rappresenta una minaccia diretta per i mercati internazionali, con ripercussioni anche in Europa.
Per ora, il quadro resta incerto: tra escalation militare e tentativi diplomatici, il rischio di un allargamento del conflitto è concreto, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione.