lunedì, Marzo 9

La Croazia reintroduce la leva militare obbligatoria: 60 giorni di addestramento e 2.200 euro al mese

Il servizio militare obbligatorio croato prevede due mesi di addestramento per tutti i giovani che compiono 19 anni, con la possibilità di chiamata anche per gli uomini fino ai 30 anni. Per i maschi la leva è obbligatoria, anche se la Costituzione croata consente l’obiezione di coscienza. Chi la esercita può scegliere tra tre mesi di formazione nella Protezione Civile nazionale oppure quattro mesi di servizio presso enti locali o regionali, in entrambi i casi senza compenso economico.

Chi invece sceglie — o è chiamato — a svolgere i due mesi di addestramento militare di base riceve un compenso mensile di 2.200 euro. Il servizio viene inoltre conteggiato come anzianità lavorativa, un incentivo concreto che va oltre la semplice retribuzione. Le donne sono esentate ma possono aderire volontariamente, come hanno già dimostrato le 82 reclute del primo ciclo.

Il programma di addestramento include l’uso di armi personali e attrezzature moderne, con un focus specifico sui droni — tecnologia diventata centrale nei conflitti moderni come dimostrano le immagini quotidiane dal fronte iraniano. I giovani impareranno anche nozioni di primo soccorso e autodifesa. Una volta completato l’addestramento, resteranno nelle liste della riserva dell’esercito fino ai 55 anni.

Gli obiettivi del governo: 4.000 reclute l’anno, 23 milioni di costo

Il governo di Plenković punta ad addestrare 4.000 reclute all’anno, suddivise in più cicli. Il costo annuo stimato è di circa 23,7 milioni di euro, una cifra relativamente contenuta rispetto all’investimento strategico che rappresenta. La reintroduzione della leva è stata motivata ufficialmente dalla necessità di far fronte a minacce ibride definite dal ministro della Difesa Ivan Anušić come “sempre più crescenti” — una formula vaga che copre uno spettro che va dalla guerra convenzionale alla guerra informatica, dal sabotaggio alle operazioni di disinformazione.

L’Europa che si riarma: un trend che si allarga

La Croazia si inserisce in un movimento più ampio che sta ridisegnando la postura militare dell’Europa. La Francia ha lanciato un programma che prevede 800 euro al mese per i giovani che scelgono il servizio militare volontario, con l’obiettivo di arrivare a 10.000 nuovi militari entro il 2030. La Germania sta riformando il suo esercito introducendo visite mediche obbligatorie e questionari per i giovani in età di leva. La Danimarca ha esteso il servizio militare obbligatorio anche alle donne. In questo contesto, la scelta della Croazia non è un’eccezione ma parte di una tendenza continentale che la guerra in Medio Oriente ha ulteriormente accelerato.

In Italia il dibattito sulla reintroduzione della leva — abolita nel 2004 — è ancora lontano dall’essere concreto, ma le voci si moltiplicano. Con una guerra a poche ore di volo, un governo che parla di difesa aerea d’emergenza e un’Europa che si riarma, la domanda non è più così assurda come sembrava fino a pochi mesi fa.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.