mercoledì, Aprile 15

Ilaria Salis conserva l’immunità: il Parlamento Europeo dice no all’Ungheria, il motivo

Il Parlamento Europeo però ha evidenziato una contraddizione fondamentale: sono stati segnalati episodi di violenza commessi anche da partecipanti alla commemorazione di estrema destra, eppure il Tribunale regionale di Budapest-Capitale ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun atto di violenza da parte loro che abbia portato a misure nei loro confronti. Solo Salis e altri due militanti di sinistra sarebbero stati perseguiti. Una disparità di trattamento che l’Aula di Strasburgo ha ritenuto incompatibile con i principi di uno stato di diritto.

“L’obiettivo era metterla a tacere”

La conclusione del Parlamento Europeo è senza giri di parole. L’istituzione afferma che “l’obiettivo alla base del procedimento e della conseguente richiesta sembra essere quello di mettere a tacere Ilaria Salis a causa delle sue opinioni politiche e del suo attivismo di lunga data, in particolare nell’opporsi alla commemorazione neonazista autorizzata ogni anno a Budapest”. Elementi che, nota il Parlamento, sono anche alla base del suo impegno politico come eurodeputata.

A questo si aggiungono le condizioni di detenzione, definite “dure”, a cui Salis è stata sottoposta durante il procedimento penale a suo carico — un elemento che ha pesato nella valutazione complessiva dell’Aula.

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Il paradosso Craxi e la sovranità del Parlamento

Il parallelo con Craxi merita una riflessione. Nel 1993 la Camera italiana usò il fumus persecutionis per proteggere un politico travolto dagli scandali di Tangentopoli, in un momento in cui quella scelta apparve a molti come un atto di autoconservazione della classe politica. Nel 2025 il Parlamento Europeo ha usato lo stesso strumento per proteggere un’eurodeputata di sinistra da un governo sovranista che ora — per ironia della storia — ha appena perso le elezioni.

Il Parlamento Europeo ha ricordato nella sua decisione che l’immunità parlamentare non è un privilegio personale, ma una garanzia di indipendenza dell’istituzione e dei suoi membri. E che, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE, l’Aula dispone di un ampio potere discrezionale nel decidere su queste materie. Un potere che, in questo caso, ha esercitato con un margine di un solo voto.

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