Al momento non risultano segnali concreti di minacce imminenti per la sicurezza interna europea, ma il clima resta di massima attenzione. I ministri dell’Interno dei 27 Stati membri si sono riuniti per valutare eventuali rischi, tra cui la possibile presenza di cellule dormienti legate alla crisi mediorientale.
Massima allerta a Cipro
Uno dei punti più sensibili della situazione è Cipro, isola strategica nel Mediterraneo orientale e vicina alle aree coinvolte nel conflitto.
Negli ultimi giorni alcuni droni iraniani sono stati lanciati verso la base britannica di Akrotiri, aumentando la tensione nell’area.
Per precauzione le autorità di Nicosia, che in questo periodo detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, hanno deciso di annullare tutti gli incontri informali e ministeriali previsti sull’isola durante il mese di marzo.
Attivato lo scudo europeo
Di fronte al rischio di un allargamento del conflitto, i Paesi europei hanno deciso di rafforzare la presenza militare nell’area.
Secondo fonti diplomatiche, è stato attivato un vero e proprio “scudo europeo” per proteggere Cipro e il Mediterraneo orientale.
L’iniziativa è stata coordinata dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha contattato la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il premier greco Kyriakos Mitsotakis per organizzare il dispiegamento di risorse militari.
I tre leader hanno concordato di coordinare le operazioni per rafforzare la sicurezza nella regione e garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso.


















