Il panorama culturale italiano perde uno dei suoi protagonisti più lucidi e originali. Nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 2026 si è spento a 86 anni Dario Antiseri, filosofo e docente universitario tra i più influenti del secondo Novecento. La notizia, confermata dalla casa editrice Rubbettino, segna la fine del percorso terreno di un intellettuale che ha saputo coniugare con rara coerenza fede cristiana e razionalismo critico.

Antiseri è morto nella sua abitazione di Cesi di Terni, dopo una lunga malattia. Lascia un’eredità teorica e didattica immensa, che ha segnato generazioni di studenti e insegnanti in tutta Italia. Il suo nome resterà indissolubilmente legato alla diffusione del pensiero di Karl Popper nel nostro Paese e alla costruzione di strumenti didattici che hanno rivoluzionato l’insegnamento della filosofia nelle scuole superiori.
Una formazione europea tra logica e linguaggio
Nato a Foligno il 9 gennaio 1940, Antiseri compì i suoi studi universitari a Perugia prima di perfezionarsi nei più importanti centri di ricerca europei. Frequentò le università di Vienna, Münster e Oxford, entrando in contatto con la tradizione filosofica mitteleuropea che avrebbe profondamente influenzato il suo pensiero.
La sua preparazione in logica matematica e filosofia del linguaggio gli consentì di affrontare i problemi teorici con una precisione analitica rara nel panorama italiano dell’epoca. Per Antiseri la filosofia non era esercizio retorico, ma disciplina rigorosa capace di dialogare con la scienza e di applicarne il metodo critico alla comprensione della realtà sociale.
L’incontro decisivo con Karl Popper
Il nome di Dario Antiseri è strettamente legato a quello di Karl Popper. Più che un semplice interprete, Antiseri fu un autentico ambasciatore del razionalismo critico in Italia. Attraverso saggi, traduzioni e una celebre biografia del filosofo austriaco, spiegò al grande pubblico il principio di falsificabilità e l’idea della scienza come processo aperto di congetture e confutazioni.



















