Il suo ruolo era quello di collegare i vari livelli del sistema azzurro, dalle giovanili fino alla Nazionale maggiore, con l’obiettivo di creare una struttura più solida e orientata al futuro.
Tra i punti chiave del suo lavoro:
- rafforzamento del dialogo tra le categorie giovanili
- inserimento di figure esperte nello staff
- sviluppo di un progetto a medio-lungo termine
Meritocrazia e responsabilità
Buffon ha sottolineato di aver sempre creduto in un modello basato su meritocrazia e specializzazione, lasciando ora ad altri il compito di valutare e proseguire il lavoro iniziato.
“È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere”, ha scritto, evidenziando la volontà di non ostacolare un possibile nuovo corso della Nazionale.
Un addio carico di emozione
Nonostante l’epilogo amaro, Buffon ha voluto chiudere con parole di forte attaccamento alla maglia azzurra.
Ha parlato di un’esperienza vissuta con intensità e passione, ribadendo quanto rappresentare l’Italia sia stato per lui un privilegio assoluto.
Un addio che segna la fine di un capitolo importante, ma che apre inevitabilmente una nuova fase per il calcio italiano, chiamato ora a ricostruire dopo una delle delusioni più pesanti degli ultimi anni.