Il 14 febbraio 2026, una data che per molti rappresenta l’amore e la celebrazione dei legami affettivi, si è trasformata in un incubo per la comunità di Bitonto, in provincia di Bari. Nelle prime ore della mattina, un tragico incidente stradale ha portato via la vita di Gianvito Carelli, un ragazzo di soli 17 anni, mentre si trovava a bordo di una Jeep Renegade insieme a due amici. La notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno, lasciando un vuoto incolmabile nelle vite di chi lo conosceva e amava.

Il buio di quella notte, che avrebbe dovuto essere di festa, è stato squarciato dal fragore dell’impatto, un suono che ha segnato la fine di un viaggio carico di sogni e speranze. La Jeep, noleggiata per una serata di svago, ha perso il controllo, schiantandosi contro un albero di ulivo dopo aver colpito diversi ostacoli. La forza dell’urto ha reso vano ogni tentativo di soccorso, e per Gianvito non c’è stato nulla da fare. I suoi amici, un ragazzo di 19 anni alla guida e un altro di 18, sono rimasti gravemente feriti, ma la vita di Gianvito si è spenta in un attimo, lasciando dietro di sé solo il silenzio e il dolore.
Un viaggio interrotto
Gianvito Carelli era un ragazzo come tanti, con la vita davanti a sé e un futuro che prometteva di essere luminoso. La sua scomparsa ha scosso profondamente la comunità locale, che ora si interroga su come sia potuto accadere un simile dramma. Le prime ricostruzioni indicano che il veicolo stava percorrendo un tratto stradale apparentemente innocuo, ma per motivi ancora da chiarire, ha perso il controllo. La traiettoria imprecisa ha portato a una carambola che ha avuto conseguenze devastanti.
Il giovane occupava il sedile anteriore, la zona dell’abitacolo che ha subito i danni maggiori durante l’impatto. La violenza della collisione ha lasciato segni indelebili, non solo sul veicolo, ma anche nelle vite di chi è rimasto. Gli altri due ragazzi, pur essendo sopravvissuti, portano con sé il peso di un’esperienza traumatica che cambierà per sempre la loro esistenza. La comunità si stringe attorno alle famiglie, condividendo il dolore e la tristezza per una vita spezzata troppo presto.
Le indagini e le domande senza risposta
Le autorità competenti sono ora impegnate a ricostruire l’esatta sequenza degli eventi che hanno portato a questo tragico incidente. I carabinieri stanno esaminando ogni dettaglio, cercando di capire cosa possa aver causato la perdita di controllo del veicolo. Il giovane alla guida è stato sottoposto a esami ematologici, tra cui il drug test e l’alcol test, per verificare le sue condizioni psicofisiche al momento dell’incidente. Queste indagini sono fondamentali non solo per fare chiarezza, ma anche per prevenire futuri incidenti simili.
La questione della sicurezza stradale, in particolare tra i giovani, torna prepotentemente alla ribalta. Ogni anno, migliaia di incidenti stradali coinvolgono ragazzi e ragazze, spesso in situazioni di guida notturna. La tragedia di Bitonto riaccende il dibattito su come educare i giovani alla responsabilità alla guida, sull’importanza di rispettare le regole e di essere consapevoli dei rischi. Ma oltre alle statistiche, ci sono volti, storie e sogni spezzati.
Un dolore condiviso
La notizia della morte di Gianvito ha fatto il giro della comunità, suscitando reazioni di incredulità e dolore. Gli amici, i compagni di scuola, i familiari si sono uniti in un abbraccio collettivo, cercando di trovare conforto l’uno nell’altro. Le parole sembrano insufficienti di fronte a una perdita così grande. La vita di un ragazzo, piena di promesse, è stata spezzata in un attimo, e il ricordo di Gianvito rimarrà impresso nei cuori di chi lo ha conosciuto.

















