lunedì, Giugno 22

Keir Starmer si dimette da premier e leader del Labour: chi sarà il successore e cosa succede ora

Alla fine lo ha fatto. Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni da leader del Partito laburista e da primo ministro del Regno Unito, al termine di settimane di crescente pressione interna e di un crollo di consensi che ne aveva reso ormai insostenibile la permanenza al numero 10 di Downing Street. L’annuncio è arrivato in un atteso discorso alla nazione, durante il quale il premier si è anche commosso.

Il discorso e il passaggio di consegne

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Starmer ha spiegato che resterà in carica come primo ministro fino al completamento della nomina del nuovo leader laburista, impegnandosi a garantire una transizione ordinata e ad assicurare al successore pieno sostegno. “Ho ascoltato la risposta” della dirigenza, ha detto, dichiarando di accettarla con serenità e di aver sempre messo al primo posto il Paese.

Nel suo intervento ha rivendicato i risultati ottenuti, sostenendo di aver ereditato un partito in difficoltà sul piano politico, finanziario e morale e di aver ripristinato la fiducia nell’economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale, smentendo chi lo dava già per finito.

I tempi della successione

Sul fronte della tempistica, le candidature alla leadership del Labour potranno essere presentate dal 9 al 16 luglio. Il premier dimissionario ha chiesto al Comitato Esecutivo Nazionale del partito di definire un calendario che consenta al successore di essere operativo entro la ripresa dei lavori parlamentari a settembre. Un nuovo primo ministro potrebbe insediarsi già a metà luglio in assenza di sfidanti; in caso di competizione, invece, entro la fine di agosto. La Camera dei Comuni tornerà a riunirsi il primo settembre.

Burnham il grande favorito

Con la sua uscita di scena, Starmer spiana la strada all’ex sindaco di Manchester Andy Burnham, indicato come grande favorito. La sua scalata è stata sbloccata dal recente successo nell’elezione suppletiva nel collegio di Makerfield, dove ha ottenuto il 54% dei voti staccando di venti punti il candidato di Reform: un risultato che gli ha garantito il seggio ai Comuni, requisito indispensabile per ambire alla guida del governo.

Secondo i conteggi della stampa britannica, circa 300 dei 403 deputati laburisti si sarebbero già schierati con lui. Resta in corsa l’ex titolare della Sanità Wes Streeting, anche se si rincorrono le voci di un suo possibile appoggio al favorito in cambio di un ruolo di peso nel futuro esecutivo.

Le reazioni

Dall’opposizione, Nigel Farage ha colto l’occasione per invocare elezioni politiche anticipate, avvertendo il Labour che piazzare un altro politico di professione al numero 10 sarebbe un errore. Diversa la reazione di Bruxelles: la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha voluto ringraziare Starmer, sottolineando il suo contributo alla sicurezza dell’Europa e dell’Ucraina.

Cosa cambia ora

Con Burnham, da sempre critico verso la Brexit, il Regno Unito potrebbe avvicinarsi ulteriormente all’Europa e il Labour virare a sinistra su spesa pubblica e tassazione dei redditi più elevati. Già si guarda al futuro rimpasto e in particolare alla casella del Cancelliere dello Scacchiere, sulla quale si annunciano profonde divisioni interne. Una transizione delicata, che nelle prossime settimane definirà il volto del nuovo governo britannico.

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