martedì, Aprile 21

Luciana Littizzetto si confessa: “In ospedale mi è mancato un compagno — ho paura”

Il momento più rivelatore arriva quando parla del ricovero per pancreatite di un anno fa. Non era sola — il figlio ha voluto dormire nella sua stanza in ospedale. Eppure qualcosa mancava. E Luciana lo dice con una semplicità che spezza: “In quei momenti ti manca un compagno, quell’intimità che ti permette di piangere, di dire: ho paura”.

Una frase che in poche parole racconta la differenza tra l’essere circondati e il non essere soli. Una distinzione che molti conoscono ma che pochi sanno descrivere così bene.

Le querele, i rimpianti e la Suzuki Splash

Non mancano le note più leggere. C’è la querela con l’Esercito — “Avevo detto che noi italiani non siamo bravi a fare la guerra” — risolta con la citazione di Troisi: “Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci”. C’è il rimpianto per aver preso in giro Carmen Russo per la gravidanza adulta: “Avrei potuto risparmiarmela, mi è dispiaciuto”. E c’è la sua Suzuki Splash, ancora in circolazione, simbolo di un rapporto con il denaro lontano dall’ostentazione: “Ne distribuisco molti. Non ho sfizi particolari”. Compresa la casa che ha messo a disposizione di una donna curda e suo figlio.

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Luciana Littizzetto, insomma, è esattamente quella che sembra. Solo un po’ di più.

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