Una notizia che ha colpito il mondo del calcio italiano con la forza silenziosa del dolore più autentico. Bruno Giordano, ex attaccante che ha scritto pagine importanti della storia della Lazio e del Napoli, ha annunciato sui propri profili social la scomparsa della moglie Susanna. Un addio sobrio, composto, carico di quella tristezza che non ha bisogno di grandi parole per farsi sentire.
Il messaggio di Bruno Giordano

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È stato lo stesso Giordano a scegliere i social per dare la notizia, firmando il messaggio insieme ai figli. “Con profondo dolore annunciamo la scomparsa di Susanna, moglie e madre eccezionale, per sempre nei nostri cuori. Ringraziamo tutti per la vostra vicinanza”, si legge nel post. I funerali si terranno venerdì mattina alle ore 11:00 alla Chiesa San Pio X di Piazza della Balduina, a Roma.
Un messaggio breve, scritto con la semplicità di chi è sopraffatto dal dolore e non ha bisogno di altro. La firma porta anche i nomi dei figli Marco e Rocco, entrambi avviati al calcio professionistico seguendo le orme del padre, oggi più che mai uniti nel lutto.

Chi era Susanna
Susanna era la seconda moglie di Bruno Giordano. Una presenza discreta, lontana dai riflettori, che non ha mai cercato la ribalta pubblica pur essendo un punto fermo nella vita privata dell’ex campione. Con lei Giordano aveva trovato stabilità e serenità, costruendo negli anni una famiglia solida attorno alla quale i due figli sono cresciuti.
La sua scomparsa arriva in un momento già segnato dal dolore: nel marzo 2025 era venuta a mancare anche Sabrina Minardi, prima compagna di Giordano e madre della sua prima figlia. Un capitolo difficile, che oggi si fa ancora più pesante.
Bruno Giordano è stato uno degli attaccanti più amati del calcio italiano degli anni Ottanta. Con la maglia della Lazio ha vinto la Coppa Italia nel 1958, mentre con il Napoli ha vissuto gli anni d’oro di Diego Maradona, contribuendo alla conquista del primo scudetto nella storia del club. Ha vestito anche la maglia della Nazionale, diventando un simbolo di un’epoca in cui il calcio italiano era tra i più forti al mondo.
Oggi però tutto questo passa in secondo piano. Resta solo il ricordo di una donna che lo ha accompagnato in silenzio, con affetto e dedizione, e che ora non c’è più. Il calcio si stringe attorno a lui e ai suoi figli.