La tragedia che ha colpito Catanzaro continua a lasciare dietro di sé domande difficili e un dolore che attraversa l’intera comunità. Nelle ultime ore, a parlare è stato il parroco che conosceva da vicino la donna protagonista del dramma, una madre di 46 anni che si è lanciata dal balcone di casa insieme ai suoi bambini.
Il sacerdote, che aveva incontrato più volte la donna negli ultimi mesi, ha raccontato un aspetto della sua sofferenza che fino ad oggi era rimasto sullo sfondo. Dietro l’immagine di una madre presente e molto legata alla vita parrocchiale, secondo il suo racconto, si nascondeva una fragilità profonda che pochi erano riusciti a comprendere fino in fondo.

“Mi diceva di sentirsi schiacciata”
Secondo quanto riferito dal parroco, la donna gli avrebbe confidato più volte una sensazione costante di stanchezza e inadeguatezza. Non si trattava di un semplice momento di affaticamento, ma di una condizione interiore che sembrava accompagnarla da tempo.
La paura di non riuscire a sostenere il peso della quotidianità, la gestione dei figli molto piccoli e il timore di non essere abbastanza avrebbero creato dentro di lei una tensione crescente. Una sofferenza silenziosa che, almeno all’esterno, non lasciava intuire ciò che stava realmente vivendo.
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Una sofferenza rimasta nascosta
Il sacerdote ha spiegato di aver colto segnali di disagio, ma di non aver mai immaginato che la situazione potesse precipitare in un gesto tanto estremo. La donna partecipava alla vita della parrocchia, appariva composta, presente, e continuava a mostrarsi come una persona profondamente legata alla fede.