giovedì, Aprile 23

Italia a rischio recessione, allarme di Confindustria e Cgil: “Situazione peggio del Covid”

Non capita spesso che Confindustria e Cgil parlino con la stessa voce. Ma quando succede, vale la pena fermarsi ad ascoltare. All’Assemblea nazionale del sindacato, il presidente degli industriali Emanuele Orsini e il segretario della Cgil Maurizio Landini si sono ritrovati a condividere la stessa diagnosi sull’economia italiana: la crisi di Hormuz sta trascinando il Paese verso la recessione, la situazione è seria come — se non peggio — di quella vissuta durante il Covid, e l’Europa deve intervenire subito.

Orsini: “Se la guerra si prolunga, saremo in recessione”

Il presidente di Confindustria ha aperto con un’immagine che dice tutto: il Centro studi di Confindustria ha dovuto presentare un rapporto con tre scenari diversi. Un fatto che Orsini stesso ha definito “anomalo” — e che racconta meglio di qualsiasi statistica il livello di incertezza in cui si trovano le imprese italiane in questo momento.

I tre scenari tracciati dagli economisti di Confindustria dipendono dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dalla tenuta dello Stretto di Hormuz. “Ci siamo detti che se la guerra fosse finita velocemente saremmo stati intorno allo 0,5%”, ha spiegato Orsini. “Se come adesso è 0%, se si protrae sarà recessione”. Una progressione che racconta di un’economia che ha già perso la spinta di crescita e che rischia di scivolare in territorio negativo se la crisi energetica non si risolve in tempi rapidi.

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La parola che il presidente di Confindustria ha usato per descrivere il clima tra gli imprenditori italiani è una sola: “incertezza”. “La parola incertezza è quella che si respira di più, c’è tanta sfiducia”. Un ambiente in cui le aziende smettono di investire, rinviano le decisioni, aspettano di capire cosa succederà. E nell’attesa, l’economia si ferma.

Landini: “È peggio del Covid — sospendere il Patto di stabilità per investire”

Maurizio Landini non usa mezzi termini. “Siamo in una situazione peggio del Covid”, ha detto il segretario della Cgil. Un paragone forte, che serve a richiamare quella che per Landini è la risposta necessaria: così come durante la pandemia l’Europa ha trovato il coraggio di inventare il PNRR, oggi deve trovare il coraggio di sospendere il Patto di stabilità.

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