Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato in via straordinaria il Consiglio Supremo di Difesa per venerdì 13 marzo 2026 alle 10, al Palazzo del Quirinale. Sul tavolo ci sarà la guerra in Iran e gli effetti della crisi in Medio Oriente sull’Italia. Una convocazione che non arriva per caso e non arriva in un momento qualsiasi: arriva mentre il governo italiano ha già dato il via libera all’invio di aiuti ai Paesi del Golfo, mentre una fregata italiana è in rotta verso Cipro, mentre aerei militari volano verso Riyad e mentre il ministro Crosetto ha appena riunito in emergenza i vertici della Difesa e l’industria degli armamenti.
Di norma il Consiglio Supremo di Difesa si riunisce due volte l’anno. Può essere convocato in via straordinaria ogni qualvolta il Capo dello Stato ne avverta l’esigenza. Nel corso del suo mandato Mattarella lo ha convocato una ventina di volte in totale. Solo nel 2025 era già accaduto tre volte: a marzo per le minacce spaziali e la difesa europea, a maggio per il riarmo europeo e la partecipazione italiana alle iniziative NATO, a novembre per i sostegni a Kiev. Questa è la prima convocazione straordinaria del 2026, e il contesto in cui avviene è il più delicato da anni.
Ma cosa è esattamente il Consiglio Supremo di Difesa? Chi ne fa parte? E soprattutto — cosa può decidere concretamente venerdì prossimo? Per molti italiani è un organo di cui si sente parlare raramente, e proprio per questo vale la pena capire cosa succede davvero quando viene convocato in un momento come questo.
















