Nel colloquio, Meloni avrebbe ricordato a Trump di aver espresso in passato posizioni critiche, non condividendo alcune scelte del presidente Usa: il riferimento sarebbe all’impegno che Trump avrebbe voluto da subito dagli alleati su Hormuz, dopo aver avviato l’azione contro l’Iran senza consultarsi con i partner storici.
La premier avrebbe comunque sottolineato l’importanza del principio dell’unità dell’Occidente, ritenuto necessario in una fase di grandi crisi internazionali. Le distanze, insomma, restano, ma l’alleanza storica non si discute e il confronto proseguirà.
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I siparietti colti dalle telecamere
Non sono mancati i momenti più leggeri. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha notato il completo beige con cravatta indossato dalla premier, indicandolo agli altri: pronta la replica di Meloni, “puoi considerarmi una combattente”. In un altro momento, Trump si è lamentato scherzosamente di essere stato “abbandonato”, subito smentito con un sorriso dalla presidente del Consiglio: “siamo sempre stati amici”.
Gli altri incontri della giornata
La giornata di Meloni non si è esaurita nel filo diretto con la Casa Bianca. In mattinata un bilaterale con il premier canadese Mark Carney ha sancito un ottimo momento nelle relazioni tra i due Paesi, con l’impegno a un accordo quadro su difesa, infrastrutture e minerali critici, settore per cui l’Italia avrebbe ottenuto un accesso prioritario.
Nelle sessioni di lavoro, davanti a Zelensky la premier ha osservato come la situazione in Ucraina sia diversa dalla narrazione russa, ritenendo la fermezza occidentale decisiva per spingere Putin al negoziato. Ha poi richiamato il ruolo strategico dei Paesi del Golfo e la necessità di soluzioni politiche durature per Gaza e il Libano, proponendo infine un modello di cooperazione internazionale più basato sul partenariato “fra pari”.