Una singola tornata comunale non fa primavera, ma la vittoria netta del centrosinistra a Trento, con un Partito Democratico staccato di 10 punti percentuali da Fratelli d’Italia, ha acceso un campanello d’allarme nei corridoi di Palazzo Chigi. Giorgia Meloni, pur minimizzando pubblicamente il dato, sta valutando con attenzione i trend elettorali e le fratture interne alla maggioranza. Sul tavolo, riporta affaritaliani.it, torna così l’ipotesi di elezioni politiche anticipate all’inizio del 2026.
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Genova, referendum e Regionali: il piano del Pd per un 4-1 sul Centrodestra
Il prossimo banco di prova è Genova, dove la candidata Silvia Salis – esponente della borghesia cittadina, molto stimata – punta alla vittoria già al primo turno il 25-26 maggio. Seguiranno i referendum di giugno, che pur non raggiungendo il quorum offriranno visibilità a Elly Schlein su temi identitari come salario minimo e diritti civili.
Ma sarà l’autunno a determinare davvero i futuri equilibri: le elezioni regionali. Nel Pd si parla apertamente di un possibile 4-1 contro il Centrodestra. Oltre a dare per persa la Valle d’Aosta e il Veneto (soprattutto in caso di addio di Luca Zaia), i Dem si dicono certi di tenere Toscana e Puglia, di ricucire con Vincenzo De Luca in Campania e soprattutto di strappare le Marche a Fratelli d’Italia con Matteo Ricci.
