Questa volta non è una fake news come quella circolata una decina d’anni fa. La morte di Peppe Vessicchio è stata confermata dall’Adnkronos e dall’Ospedale San Camillo di Roma, dove il Maestro si è spento a 69 anni a causa di una polmonite interstiziale precipitata molto rapidamente. Un peggioramento fulmineo che non gli ha lasciato scampo.

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La notizia ha scosso profondamente il mondo della musica, della televisione e il pubblico che da anni considerava Vessicchio un punto fermo, un volto familiare e rassicurante.
Meloni: “Era casa, era Italia”
Tra i primi messaggi di cordoglio è arrivato quello della premier Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Ci lascia Beppe Vessicchio, celebre direttore d’orchestra e volto noto della televisione italiana. Un artista di grande cultura musicale che ha dato tanto e che ci mancherà. ‘Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio’ non era solo una frase: era casa, era Italia. Buon viaggio».

Il simbolo elegante e rassicurante di Sanremo
Vessicchio era molto più di un professionista: era l’incarnazione della musicalità elegante e del garbo sul podio. Il simbolo del Festival di Sanremo, che ha frequentato per decenni diventandone una vera icona di costume.
A Sanremo ha vinto quattro volte come direttore d’orchestra: nel 2000 con gli Avion Travel, nel 2003 con Alexia, nel 2010 con Valerio Scanu e nel 2011 con Roberto Vecchioni. Successi affiancati da numerosi premi come miglior arrangiatore.
Dagli esordi a Napoli ai grandi palchi del mondo
Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio ha iniziato collaborando con artisti come Gino Paoli, Edoardo Bennato e Peppino di Capri. Con Paoli firmerà brani diventati classici come “Ti lascio una canzone” e “Cosa farò da grande”.
Durante la sua carriera ha lavorato con alcuni dei più grandi nomi della musica italiana e internazionale, tra cui Andrea Bocelli, Zucchero, Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, Ron, Elio e le Storie Tese, Biagio Antonacci.
Ha diretto orchestre in contesti prestigiosi, arrivando fino al Cremlino in un omaggio a John Lennon, e ha guidato il progetto “Rockin’1000”, la più grande rock band al mondo.
La popolarità televisiva e il rapporto con il pubblico
Oltre alla carriera nei teatri e nei festival, Vessicchio era diventato un personaggio di culto anche grazie al suo ruolo di insegnante nel talent Amici di Maria De Filippi. La sua presenza misurata e competente lo aveva reso un volto familiare anche per le nuove generazioni.
I funerali in forma privata
L’Ospedale San Camillo ha confermato che i funerali si svolgeranno nella massima riservatezza, scelta in linea con lo stile sobrio che ha sempre contraddistinto il Maestro.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo della musica italiana: Vessicchio è stato un artista che ha saputo unire rigore, cultura musicale e gentilezza, diventando un punto di riferimento unico nel panorama nazionale.