Il deputato di FdI Antonio Baldelli ha risposto con parole nette: “La politica dovrebbe essere il luogo del confronto sulle idee e sulle soluzioni per il Paese. Per questo vedere il deputato Borrelli rappresentare sui propri social il presidente del Consiglio come un ‘caso psichiatrico’, in una stanza con uno psichiatra in visita, non è satira né critica politica. È semplicemente linguaggio da hater.” Baldelli ha aggiunto che l’episodio “sorprende ancora di più quando a usarlo è un parlamentare della Repubblica”, definendo il post un “attacco sessista” che denota “forte immaturità politica”.
Ma le critiche non sono arrivate solo dall’opposizione politica al post. Nei commenti sotto l’immagine, molti utenti — compreso chi si dichiara non vicino al centrodestra — hanno espresso disagio: “Ogni opinione è legittima, ma qui si esagera”, si legge. “Io la stimo e non sono di destra, ma questo è un pessimo link, non fa ridere”, scrive un altro. Il punto sollevato da più parti è lo stesso: usare la malattia mentale come strumento di derisione politica è fuori luogo, indipendentemente da chi sia il bersaglio.
Il contesto: referendum e campagna sempre più accesa
L’episodio si inserisce in una campagna referendaria che si sta facendo sempre più tesa. Il referendum del 22 e 23 marzo riguarda la riforma costituzionale della giustizia — nota come riforma Nordio — che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il sorteggio dei componenti dei due nuovi CSM e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare. Con i sondaggi che mostrano un testa a testa tra Sì e No, la campagna si gioca sempre di più sul piano emotivo — e episodi come quello di Borrelli dimostrano che il confine tra critica politica e attacco personale è sempre più sottile.



















