Un richiamo che suona come una critica alla lentezza decisionale dell’Unione europea, spesso più reattiva che strategica. La premier ha invitato i leader a rafforzare la capacità di risposta comune, soprattutto sul piano della sicurezza.
Il dossier Ucraina e il “Drone Deal”
Al centro del vertice anche la guerra in Ucraina, arrivata al suo quarto anno. Meloni ha partecipato a una riunione ristretta insieme ai principali leader europei, tra cui Emmanuel Macron e Keir Starmer, confrontandosi direttamente con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
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Tra i temi discussi, il rafforzamento degli aiuti militari e soprattutto la produzione congiunta di droni, ribattezzata dallo stesso Zelensky come “Drone Deal”. Un progetto strategico che punta a rafforzare la capacità difensiva ucraina con il supporto europeo.
Un equilibrio sempre più fragile
Le dichiarazioni della premier evidenziano un equilibrio internazionale sempre più delicato. Da un lato, il rapporto con gli Stati Uniti e le incognite legate a un possibile cambio di linea; dall’altro, la necessità per l’Europa di rafforzare la propria autonomia strategica.
Il messaggio di Meloni è chiaro: l’Italia resta ancorata alle alleanze, ma chiede maggiore concretezza e visione agli altri partner. In un contesto globale instabile, il tempo delle sole analisi sembra finito.