sabato, Giugno 27

Meloni prende il Turismo ad interim dopo le dimissioni di Santanchè

Il cambio al vertice del Ministero del Turismo è ora ufficiale. Dopo settimane di tensioni, si è concretizzato l’atto più atteso: Daniela Santanchè lascia l’incarico e la guida del dicastero passa, almeno temporaneamente, nelle mani della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Una scelta che punta a garantire continuità in uno dei settori chiave dell’economia italiana, evitando scossoni a ridosso della stagione turistica.

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La firma di Mattarella e la scelta dell’interim

A formalizzare il passaggio è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha firmato il decreto su proposta della Presidenza del Consiglio.

La decisione è stata quella di non nominare subito un nuovo ministro, ma di affidare l’interim direttamente a Giorgia Meloni, una soluzione che consente al governo di prendere tempo e gestire con cautela gli equilibri interni.

Il colloquio al Colle e il passaggio di consegne

Prima dell’ufficialità, la premier ha avuto un colloquio telefonico con il Capo dello Stato, nel quale ha avanzato la proposta poi approvata.

Il passaggio di consegne si è svolto mantenendo un tono istituzionale. Nonostante le tensioni politiche, da Palazzo Chigi è arrivato un messaggio di riconoscimento verso l’ex ministra.

Il messaggio di Meloni a Santanchè

Nel comunicato ufficiale, Meloni ha ringraziato Santanchè per il lavoro svolto: «Ha lavorato con grande dedizione e ha contribuito alla ripresa e al rilancio del turismo italiano».

Parole che segnano una chiusura formale della vicenda, pur in un contesto politico che resta delicato.

L’obiettivo: proteggere il turismo

La priorità dell’esecutivo è ora evitare che il cambio al vertice possa avere ripercussioni sul comparto turistico, considerato un asset strategico per il PIL.

Il governo ha ribadito l’impegno a sostenere il settore, sottolineando il ruolo del turismo come motore di crescita, occupazione e immagine internazionale.

Il nodo del nuovo ministro

Resta aperta la questione più importante: chi guiderà stabilmente il ministero. L’interim della premier è visto come una soluzione temporanea, utile a gestire le dinamiche interne alla maggioranza.

Il totonomi è già partito, ma la scelta finale arriverà solo dopo una fase di mediazione politica.

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