Il ministro minimizza anche l’impatto delle polemiche emerse durante la campagna referendaria, sostenendo che non abbiano inciso in modo determinante sul risultato finale.
Il rapporto con la magistratura
Tra i temi affrontati, anche quello del rapporto con la magistratura. Nordio riconosce che la bocciatura della riforma potrebbe influire sugli equilibri tra poteri, limitando alcune iniziative politiche future, in particolare su dossier sensibili.
Nonostante ciò, difende il senso del progetto e il lavoro portato avanti, sottolineando come le battaglie politiche vadano affrontate fino in fondo, anche quando non portano al risultato sperato.
Una fase di riorganizzazione
Il voto referendario apre dunque una nuova fase per il governo, chiamato a ridefinire le priorità in materia di giustizia. Se da un lato la riforma viene archiviata, dall’altro l’esecutivo punta a rilanciare su interventi più operativi.
Nordio rivendica un approccio pragmatico: accettare il risultato, riorganizzare l’agenda e proseguire l’azione di governo. Una linea che mira a contenere l’impatto politico della sconfitta e a mantenere la continuità dell’esecutivo.