Tra gli elementi citati pubblicamente negli anni: scambi di messaggi, acquisti legati a una possibile nuova abitazione, ricerche online su soluzioni abitative e procedure di separazione. Dettagli che, secondo la sua versione, dimostravano un progetto di vita in corso.
Il giorno della scomparsa
Nel racconto della vicenda, Sterpin è anche la prima persona a lanciare l’allarme quando Liliana non si presenta a un appuntamento fissato per la mattina del 14 dicembre 2021. Da quel momento iniziano le ricerche, culminate tre settimane dopo nel ritrovamento del corpo.
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Il procedimento, inizialmente orientato anche verso l’ipotesi del gesto volontario, oggi si concentra sull’ipotesi di omicidio. In questo contesto, la testimonianza di Sterpin resta uno dei tasselli utili per ricostruire gli ultimi giorni di vita della donna.
Cosa cambia ora nelle indagini
Dal punto di vista tecnico, non cambia nulla sul piano probatorio: la testimonianza è già agli atti. Gli inquirenti continueranno a lavorare sugli altri elementi raccolti nel corso degli anni, comprese consulenze medico-legali, analisi forensi e riscontri investigativi.
La sua morte segna però la chiusura di un capitolo umano della vicenda. Sterpin era diventato uno dei volti simbolo del caso, intervenendo pubblicamente in diverse occasioni e mantenendo una posizione coerente nel tempo.
Adesso il percorso resta quello giudiziario: trasformare le testimonianze e gli elementi raccolti in una ricostruzione definitiva dei fatti. La scomparsa di Sterpin non interrompe l’inchiesta, ma rende ancora più evidente quanto il tempo stia diventando un fattore centrale in una vicenda che, a distanza di anni, cerca ancora una verità giudiziaria chiara.