mercoledì, Luglio 1

Multata per il t*pless sul fiume a Cividale, fa ricorso: il caso finisce davanti al giudice di pace

Una giornata di relax lungo un fiume si è trasformata in una battaglia legale destinata a durare mesi. Al centro della vicenda una multa da 105 euro per topless, comminata a una donna sorpresa a prendere il sole senza la parte superiore del costume sulle rive del fiume Natisone, a Cividale del Friuli, in provincia di Udine. La donna ha deciso di fare ricorso, e ora sarà un giudice a stabilire se la sanzione fosse legittima.

Cosa è successo

Il fiume Natisone con un antico ponte in pietra a Cividale del Friuli, a illustrare il caso della multa per topless finito davanti al giudice

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L’episodio risale al 4 giugno 2021, quando la donna, 55 anni, di origini brasiliane e da oltre trent’anni residente in Italia, aveva scelto un tratto del greto del fiume per trascorrere qualche ora al sole. Dopo essersi tolta la parte superiore del costume, si sarebbe addormentata, fino all’arrivo della polizia locale.

Secondo quanto riportato nel verbale, la donna sarebbe stata visibile dalla pubblica via, in particolare dal Ponte del Diavolo. Gli agenti le hanno contestato un comportamento ritenuto lesivo della pubblica decenza, da cui è scaturita la sanzione amministrativa di 105 euro, che la donna ha poi deciso di impugnare.

Il ricorso e le ragioni della donna

L’udienza davanti al giudice di pace è stata fissata per il 10 febbraio 2027: in quella sede verrà stabilita la legittimità o meno del provvedimento. Assistita da un avvocato, la donna si dice pronta a difendere le proprie ragioni.

Nel ricostruire l’accaduto, sostiene che nel punto in cui si trovava non ci fossero altre persone, né bambini né anziani, e di non aver notato alcun cartello che vietasse il topless o la permanenza in quella zona. Racconta anche di aver sentito, mentre dormiva, alcune persone gridare dal ponte, poco prima dell’arrivo degli agenti.

“Per me il topless è libertà”

La protagonista spiega di essere abituata da sempre a prendere il sole senza reggiseno, sia in spiaggia sia in piscina, e di non aver mai ricevuto contestazioni simili. “Per me il topless è libertà”, afferma, sostenendo che la vicenda rifletta anche una differenza culturale tra il Brasile e l’Italia nel modo di considerare il corpo femminile.

Tra le sue argomentazioni, la donna cita anche alcune manifestazioni pubbliche in cui, a suo giudizio, molte persone sfilano con abiti succinti o parzialmente svestite, ritenendo che dovrebbe quindi essere consentito anche prendere il sole in topless senza rischiare una sanzione.

Un caso che divide

La vicenda, rimbalzata sui social, continua a dividere l’opinione pubblica: c’è chi giudica la multa eccessiva e chi, al contrario, ritiene che le regole vadano rispettate a prescindere. Un dibattito che tocca temi delicati come i confini della pubblica decenza, la libertà individuale e le diverse sensibilità culturali legate al corpo. Nel frattempo, la donna racconta di vivere la situazione con disagio e di scegliere ormai luoghi sempre più isolati per prendere il sole, nel timore di nuove contestazioni. Sarà ora il giudice a pronunciarsi sul merito.