lunedì, Marzo 2

Guerra Iran, drone contro base RAF a Cipro e nuova escalation nel Golfo: Tajani avverte sul rischio atomico

La guerra tra Iran e Israele entra in una fase ancora più ampia e pericolosa. Un drone ha colpito la base britannica della RAF ad Akrotiri, a Cipro, mentre missili e droni hanno interessato Israele e diversi Paesi del Golfo. L’escalation coinvolge ora infrastrutture militari europee e americane, con ripercussioni diplomatiche immediate.

Droni su Cipro e allerta nel Mediterraneo

L’attacco contro la base britannica ha provocato danni lievi, ma il segnale politico è forte: il conflitto si estende oltre Iran e Israele. Nelle ore successive sono risuonate nuove sirene e l’aeroporto di Paphos è stato evacuato per la presenza di un drone non identificato nello spazio aereo riservato.

Il Consiglio Affari Generali dell’Unione europea, previsto proprio a Cipro, è stato annullato per motivi di sicurezza.

Tajani: “Nessuno al riparo da bomba atomica”

Durante un’informativa al Senato, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha lanciato un monito chiaro: “I danni sono lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili oltre che dall’arma atomica”.

Parole che fotografano il timore di un conflitto con implicazioni nucleari, mentre l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha parlato di una situazione “molto preoccupante”, evocando il rischio di un eventuale rilascio radiologico.

Missili su Israele e tensioni nel Golfo

Hezbollah ha rivendicato il lancio di razzi verso Haifa, mentre l’esercito israeliano ha intensificato i raid su Beirut e proseguito le operazioni su Teheran. Colpite anche aree in Bahrein e Kuwait, con vittime e danni a infrastrutture militari.

I Paesi del Golfo hanno definito “inaccettabili” gli attacchi iraniani e annunciato una posizione comune, ribadendo il diritto all’autodifesa.

Nuovi fronti e massima allerta in Europa

La Germania ha alzato il livello di vigilanza in stazioni e aeroporti, mentre la Francia si è detta pronta a partecipare alla difesa dei Paesi del Golfo e della Giordania. Intanto migliaia di civili lasciano il sud del Libano dopo gli ordini di evacuazione dell’Idf.

La crisi coinvolge anche cittadini italiani bloccati negli Emirati e in altre aree della regione, con l’unità di crisi della Farnesina attivata per eventuali evacuazioni.

Il quadro che emerge è quello di una guerra regionale in rapida espansione, con il rischio di un’ulteriore destabilizzazione dell’intero Medio Oriente.

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