sabato, Marzo 14

“Noo, ma è davvero lui”. The Voice, nessun giudice lo riconosce. Poi lo choc

La seconda puntata di The Voice Generations ha regalato uno dei passaggi più sorprendenti delle Blind Audition: sul palco è arrivata una famiglia al completo, unita dalla musica e da una complicità evidente. A esibirsi sono stati Marco Venturini con la moglie Maddalena Malizia e i loro due figli, Manuel e Mia, in una performance che ha acceso subito la curiosità dei coach. Il quartetto ha puntato su un classico della musica italiana, “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri, portando energia e un’atmosfera leggera, sostenuta anche dall’entusiasmo dei più piccoli. Fin dalle prime note, in studio si è percepito un clima festoso: Arisa e Nek sono stati i primi a premere il pulsante e a voltarsi, attratti dall’intonazione e dall’affiatamento del gruppo.

Una scelta condivisa in famiglia

Dopo l’esibizione, la famiglia ha spiegato come sia arrivata alla decisione finale, con un riferimento personale che sembrava avvicinarli ad Arisa. A parlare è stato il padre, Marco Venturini, raccontando: “Parto dal presupposto che la canzone con la quale io e lei ci siamo dati il primo bacio è La Notte. Arisa è anche l’artista preferita di mia figlia. Poi i miei genitori sono lucani e anche quelli di mia moglie. La Basilicata è nel cuore. Però dobbiamo fare una scelta comune a tutti e quattro e quindi abbiamo deciso di andare con Nek”. La scelta del team è quindi ricaduta su Nek, tra applausi e sorrisi. Un passaggio che ha consolidato l’idea di un progetto costruito davvero “a quattro mani”, dove la dimensione familiare è parte integrante dell’esibizione e non un semplice dettaglio scenico.

The Voice Generations, Marco Venturini con la moglie Maddalena Malizia e i figli Manuel e Mia sul palco

Le parole di Nek e l’emozione di Mia

Nek ha accolto con calore la decisione, soffermandosi in particolare sull’emozione della piccola Mia, visibilmente coinvolta durante la performance. Il coach ha detto: “Personalmente al di là della performance mi sono girato per vedere come fosse fatta questa famiglia. Vi trovo bellissimi. Mia mi ha fatto stringere il cuore, si è emozionata e non bisogna mai avere vergogna di emozionarsi. Hai dato inconsapevolmente un insegnamento gigantesco. A me siete piaciuti soprattutto per la vostra positività. Io desidererei tanto avervi con me, mi siete piaciuti molto”. Un momento che ha spostato l’attenzione dall’aspetto tecnico al lato più umano dello show: non solo note e arrangiamenti, ma anche fragilità e spontaneità, elementi che spesso fanno la differenza in un programma come The Voice Generations.

Nek a The Voice Generations durante la scelta del team

Il dettaglio che spiazza: nessuno riconosce il papà

Eppure, a colpire molti telespettatori è stato soprattutto un particolare: nessuno dei coach ha riconosciuto il papà della famiglia. Un dettaglio sorprendente, considerando che la sua voce è tutt’altro che anonima e che il suo timbro ha segnato una stagione del pop italiano. Marco Venturini, infatti, è il cantante degli Studio 3, band che negli anni Duemila ha raccolto un seguito importante e ha portato in classifica diversi brani diventati familiari per un’intera generazione.

La reazione dei social: “Io ero super fan degli Studio 3”

Sui social il riconoscimento è arrivato quasi immediato, tra commenti nostalgici e ricordi legati a quegli anni. In molti hanno ricollegato il volto e, soprattutto, la voce a canzoni come “Forse un Angelo”, “Lentamente”, “Potrei” e “Solo Te”, che hanno accompagnato l’adolescenza di tanti ascoltatori. Tra i messaggi, qualcuno ha scritto: “Ma io ero super fan degli Studio 3! Ricordo come cantavo “Ti regalerei una stella ma non servirebbe a nulla, luce dopo la tempesta un desiderio resterai semplicemente stupenda…”. O mio Dio che ricordi, la mia adolescenza”. E ancora: “Lui è quello dei famosi Studio 3 e lei invece partecipò ad X Factor”. Un altro commento ha aggiunto: “Altro che Mamma Maria, lui ha segnato la mia giovinezza con Lentamente, quanto l’ho cantata con le mie amiche”.

Marco Venturini, cantante degli Studio 3, durante l'esibizione a The Voice Generations

La storia degli Studio 3 e il percorso di Venturini

Gli Studio 3 hanno debuttato nel 2005, ma il vero salto di popolarità è arrivato nel 2006 con il singolo “Forse Un Angelo”, diventato rapidamente una hit. Negli anni la band ha pubblicato cinque album di inediti e due raccolte, con l’ultimo disco uscito nel 2012. Il progetto, però, non si è mai spento del tutto: negli anni successivi sono arrivati anche nuovi singoli, tra cui “Siamo ancora qua” e “Stupendo”, segno di una continuità mantenuta nel tempo.

Tra palchi e insegnamento: oggi è anche vocal coach

Parallelamente, Marco Venturini ha ampliato il proprio percorso artistico: oggi, a 44 anni, è stato voce solista della cover band 7s8 e da diversi anni lavora anche come vocal coach, mettendo a disposizione l’esperienza maturata dal vivo. Tra le collaborazioni spicca anche quella con Irama. Nel 2019 Venturini raccontò così quel passaggio: “Come è successo? È stato tutto molto naturale e graduale. Sono stati la mia esperienza sul palco, gli studi compiuti, le centinaia di palchi che ho calcato, a portarmi a questa nuova professione. Ho capito che era arrivato il momento di portare questa mia esperienza agli altri, prima insegnando agli amici e poi all’interno delle Accademie. Dopodiché, grazie a Francesco Facchinetti, manager di Irama, sono arrivato ad essere il suo vocal coach. Ed eccomi qui”. Un percorso che ora si intreccia

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