lunedì, Febbraio 16

Arianna Fontana quarta nei 1000 metri: Velzeboer oro a Milano-Cortina 2026, Italia in finale nella staffetta

Impresa sfiorata per Arianna Fontana nei 1000 metri di short track alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. La campionessa azzurra chiude al quarto posto in una finale ad altissima intensità, restando a soli 131 millesimi dal podio. L’oro va all’olandese Xandra Velzeboer, già regina dei 500 metri, davanti alla canadese Courtney Sarault e alla sudcoreana Kim Gilli.

Finale ad altissima tensione

arianna fontana

La gara decisiva, disputata in un Mediolanum Forum carico di energia, si sviluppa su nove giri esplosivi. Fontana parte forte, resta in scia a Sarault e controlla la situazione nelle prime tornate. A metà gara l’attacco di Velzeboer cambia gli equilibri. Poco dopo, il contatto “spalla contro spalla” con la cinese Gong Li spezza il ritmo dell’azzurra: un rallentamento decisivo che la costringe a ripartire da dietro.

Il tentativo di rimonta è generoso, ma il terzetto di testa crea un margine che diventa incolmabile. Velzeboer chiude in 1’28”437, Sarault in 1’28”523, Kim in 1’28”614. Fontana è quarta in 1’28”745. Un distacco minimo, ma sufficiente a rimandare l’appuntamento con la storia.

La caccia al record resta aperta

Con 13 medaglie olimpiche in carriera, Fontana ha eguagliato il primato di Edoardo Mangiarotti tra gli italiani più medagliati di sempre ai Giochi. Il sorpasso è solo rinviato: restano i 1500 metri e la staffetta femminile, già qualificata alla finale. A 35 anni e venti dalla prima medaglia, la leggenda dello short track azzurro è ancora protagonista.

Confortola brilla, Betti eliminata

Buone notizie arrivano da Elisa Confortola, capace di vincere la finale B dei 1000 metri con un sorpasso all’ultimo respiro. Un segnale importante in ottica futura. Eliminata invece Chiara Betti in un quarto di finale particolarmente complesso.

Staffetta maschile: capolavoro azzurro

La giornata regala però un grande sorriso all’Italia con la staffetta maschile composta da Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli. In una semifinale convulsa, con cadute e sorpassi all’ultimo giro, gli azzurri conquistano la finale a quattro di venerdì. Determinante l’azione di Sighel negli ultimi metri, freddo nel gestire pressione e contatti.

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