Ancora oggi, infatti, gli account ufficiali di Paola Marella restano online e continuano a essere seguiti da centinaia di migliaia di persone. Una scelta che, secondo Domenico Traversa, non nasce da nostalgia o semplice memoria, ma dalla volontà di permettere al messaggio lasciato da Paola di continuare a vivere nel tempo.
“Tenere aperti i suoi profili social significa permettere a Paola e alla sua voglia di vivere di continuare a esistere”, ha spiegato. Per la famiglia, dunque, quei profili rappresentano una sorta di continuità simbolica con tutto ciò che Paola aveva costruito negli anni attraverso il suo lavoro e il rapporto con il pubblico.
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Gli amici rimasti accanto alla famiglia
Nel racconto di Traversa c’è spazio anche per il mondo della televisione e per le amicizie nate durante gli anni di carriera della conduttrice. Secondo il marito, molte persone conosciute negli ambienti televisivi hanno continuato a restare vicine alla famiglia anche dopo la morte di Paola Marella, sostenendo concretamente le attività legate alla fondazione creata in suo nome.
Un aspetto che Traversa ha voluto sottolineare con particolare emozione, spiegando come alcuni rapporti si siano dimostrati autentici anche lontano dalle telecamere.
Il progetto della Fondazione Paola Marella
Dal dolore per la perdita della designer è nato anche un progetto concreto legato alla ricerca e alla formazione medica.
La Fondazione Paola Marella sostiene infatti il progetto POP, una piattaforma dedicata alla formazione di giovani oncologi specializzati nella cura del tumore al pancreas, la malattia che ha colpito la conduttrice.
L’obiettivo è trasformare il dolore vissuto dalla famiglia in qualcosa di utile e concreto per il futuro di altri pazienti e delle loro famiglie.
Un modo per continuare a portare avanti quella “voglia di vivere” che Paola Marella aveva racchiuso anche nel nome di quella cartella trovata nel suo computer.