Nuovo capitolo nel caso Garlasco: l’ex procuratore Venditti valuta una denuncia
Colpo di scena nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. L’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti — oggi indagato a Brescia per presunte irregolarità nella gestione del caso — starebbe valutando di presentare una denuncia contro i pm di Pavia. Lo ha annunciato il suo legale, l’avvocato Domenico Aiello, durante una conferenza stampa a Milano.
Al centro dello scontro giudiziario c’è l’iscrizione come indagato di Andrea Sempio, amico di Chiara Poggi, la giovane uccisa nell’agosto 2007. Una decisione che, secondo la difesa di Venditti, sarebbe «in contrasto con le sentenze della Cassazione».
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Il nodo Sempio: la contestazione della difesa
L’avvocato Aiello contesta formalmente il capo d’imputazione formulato nei confronti di Sempio, sostenendo che quanto fatto dalla Procura sia giuridicamente incoerente con i precedenti giudiziari sul caso, inclusi quelli della Suprema Corte.
L’ex procuratore Venditti ritiene che l’iscrizione di Sempio come indagato sia un atto non solo infondato, ma anche potenzialmente lesivo della corretta conduzione dell’indagine, motivo per cui potrebbe procedere con un’azione contro i magistrati pavesi.
Venditti indagato a Brescia: il quadro attuale
Parallelamente, Venditti è sotto indagine a Brescia per presunte irregolarità commesse proprio nella gestione originaria delle indagini su Garlasco. Un procedimento che ha riacceso tutte le tensioni giudiziarie intorno a uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi vent’anni.
La possibile denuncia si inserisce in un contesto già complicato, dove le nuove analisi, l’impronta 33 e le perizie genetiche continuano a rilanciare il dibattito sulla ricostruzione dell’omicidio.
Il caso Garlasco continua ad allargarsi
Il nodo attorno alla figura di Sempio si è riaperto nelle ultime settimane, anche a causa di nuovi elementi emersi e dei contrasti tra procure, periti e difese. La tensione tra Pavia e Brescia è ormai evidente e il caso rischia di trasformarsi in un conflitto istituzionale oltre che giudiziario.
Secondo Aiello, le iniziative della Procura di Pavia non sarebbero solo discutibili sul piano tecnico, ma anche incompatibili con gli orientamenti della Cassazione che, negli anni, ha consolidato l’impianto accusatorio nei confronti di Alberto Stasi, già condannato definitivamente all’ergastolo.
I prossimi passi
Venditti valuterà nelle prossime settimane se procedere o meno con un’azione formale. Intanto, l’iscrizione di Sempio nella lista degli indagati continua a produrre effetti mediatici, politici e giudiziari, con il rischio di aprire un nuovo fronte all’interno della magistratura.
Il caso Garlasco, a 18 anni dal delitto, continua a generare ombre, tensioni e nuovi interrogativi: e l’ex procuratore, ora sotto accusa, sembra deciso a rispondere colpo su colpo.