venerdì, Febbraio 27

Pensioni 2026, aumenti leggeri e tasse in agguato: chi guadagna davvero

Un aspetto cruciale da considerare è il cosiddetto “fiscal drag”. Negli ultimi anni, a fronte di rivalutazioni lorde consistenti, molti pensionati hanno visto il loro guadagno netto ridotto dall’Irpef e dalle addizionali regionali e comunali. Tra il 2022 e il 2026, a fronte di un aumento teorico superiore al 16%, il guadagno reale per molti è stato poco più del 12%. Questo ha alimentato un clima di malcontento e di sfiducia nei confronti di un sistema che sembra non tenere conto delle reali esigenze dei cittadini.

Particolare attenzione è riservata alle pensioni minime, che rappresentano un tema delicato e cruciale. L’importo base salirà a 611,80 euro, ma la maggiorazione straordinaria dell’1,3% porta l’assegno complessivo a 619,80 euro mensili. Un incremento che, rispetto all’anno precedente, si traduce in circa tre euro al mese. Una cifra che, per molti, è giudicata insufficiente. Le associazioni di categoria si sono già espresse, sottolineando come questo aumento non possa considerarsi adeguato per garantire una vita dignitosa a chi vive con un reddito così esiguo.

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