martedì, Luglio 21

Rai, si allarga il caso Bruzzone: dopo Infante anche Sottile e Giletti

Il caso che agita Viale Mazzini si allarga. Quella che era nata come una contrapposizione a distanza tra Milo Infante e la criminologa Roberta Bruzzone si trasforma in una vera e propria questione interna alla Rai, con nuovi protagonisti e un’escalation sul piano legale.

A entrare in scena, infatti, sarebbero anche altri due volti noti del servizio pubblico, mentre Bruzzone annuncia di essere passata al contrattacco con le prime querele.

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I nuovi nomi nella vicenda

Secondo quanto riportato dal sito Open, anche Salvo Sottile, conduttore del talk “Far West” su Rai3, avrebbe fornito una corposa documentazione all’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi e al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini.

Non solo. Pure Massimo Giletti si sarebbe lamentato con i vertici del comportamento della criminologa, dopo un dissidio con la troupe del programma “Lo Stato delle Cose”. Il fronte attorno a Bruzzone, dunque, sembra essersi ampliato.

La replica di Bruzzone: “L’ho querelato”

Rai, si allarga il caso Bruzzone: dopo Infante anche Sottile e Giletti. La criminologa: «Ho querelato»

La criminologa non è rimasta a guardare. Ad Open ha dichiarato di non aver mai avuto un buon rapporto con Sottile, annunciando di aver già dato mandato ai propri legali di procedere penalmente nei suoi confronti e della sua casa di produzione.

Secondo Bruzzone, l’ultima puntata del programma di Sottile sarebbe stata strumentalizzata per veicolare informazioni false e distorte sul suo conto, con un intento a suo dire diffamatorio. Quanto a Infante, ha spiegato che valuterà una volta visti gli atti, lasciando intendere che il passo dalla diffamazione agli atti persecutori, a suo giudizio, sarebbe breve.

L’origine dello scontro

La rottura con Infante risale allo scorso novembre, quando la criminologa aveva lasciato lo studio di “Ore 14” invitando gli ospiti a “leggere le carte”, suscitando la reazione del conduttore. Come rivelato dal Domani, Infante, anche vicedirettore degli Approfondimenti, si è poi rivolto al Comitato Etico della Rai chiedendo un audit per fare chiarezza sui comportamenti di Bruzzone.

Al centro ci sarebbe un dossier che raccoglie sei mesi di attività social della criminologa, volto Rai non solo come opinionista de “La Vita in Diretta”, ma anche come conduttrice della docuserie “Nella mente di Narciso”.

La versione della criminologa

Bruzzone ricostruisce la genesi delle tensioni sostenendo di aver raccolto molto materiale negli ultimi mesi e di aver ricevuto attacchi che definisce gravi e documentati. Di recente, racconta, avrebbe smentito Infante riprendendo un post di Selvaggia Lucarelli, episodio che a suo dire avrebbe infastidito il conduttore.

La criminologa difende inoltre la legittimità dei propri interventi, escludendo di aver violato i regolamenti Rai. I suoi post, spiega, non sarebbero stati rivolti contro l’azienda, ma contro un certo modo di fare informazione, soprattutto nei casi di cronaca nera, che a suo avviso non dovrebbe essere spettacolarizzata.

Fiducia sul futuro in Rai

Sul proprio futuro nel servizio pubblico, Bruzzone si mostra sicura. Ha ribadito che la sua docuserie è regolarmente in onda e che non ci sarebbe alcun rischio, annunciando anche un nuovo programma già in fase di realizzazione, per il quale sarebbe stata convocata per le riprese.

Pur ritenendo evidente, a suo dire, l’obiettivo di farle saltare il programma, la criminologa si dice convinta che sostituirla sarebbe estremamente complesso, trattandosi di un format costruito interamente sulla sua figura. Una vicenda, intanto, che resta apertissima e che promette nuovi sviluppi, ora soprattutto nelle aule di tribunale.