Chi è davvero Andrea Sempio? È la domanda attorno a cui ruota questa nuova fase del caso di Garlasco. Mentre gli inquirenti tentano di ricostruirne il profilo, a prendere la parola sono due persone che lo conoscono da vicino: gli amici Mirko Crepaldi e Ilaria Conti, ospiti a Quarto Grado.
Le loro testimonianze offrono una versione diversa rispetto a quella emersa in queste settimane, in un momento in cui Sempio è indagato in relazione all’omicidio di Chiara Poggi. Resta valida, è bene ricordarlo, la presunzione di innocenza.
Leggi anche:Camera, principio d’incendio nella sala stampa di Montecitorio: fumo e paura
Leggi anche:“Così può uscire dal carcere!”. Mario Roggero, la notizia appena arrivata
Leggi anche:Caso Fakir, i nodi dell’inchiesta: dallo “scudo penale” agli agenti alle regole sulla contenzione
Il lavoro degli inquirenti

Per capire se Sempio possa essere stato sulla scena del crimine il 13 agosto 2007, gli investigatori stanno passando al setaccio diari, forum e l’intera vita dell’indagato. È stato realizzato un profilo da parte del RaCis ed è stata richiesta una perizia psichiatrica.
La difesa, dal canto suo, sta opponendo una propria consulenza personologica e ha annunciato il rifiuto di sottoporsi alla perizia disposta dalla Procura. Un braccio di ferro che si intreccia con le testimonianze di chi ha condiviso con Sempio gli anni della giovinezza.
Mirko Crepaldi ha descritto l’amico come era all’epoca dei fatti: un ragazzo del tutto normale e molto pacato, con cui condivideva un carattere simile. Ha inoltre spiegato di non essere a conoscenza dei soliloqui oggi oggetto di intercettazione.
Grande attenzione hanno suscitato anche alcune pagine strappate dal diario, riferibili al periodo in cui Sempio aveva tra i 18 e i 20 anni. Su questo, l’amico ha mantenuto una posizione cauta, senza alimentare ulteriori interpretazioni.
Leggi anche: Garlasco, Marco Poggi rompe il silenzio dopo 19 anni
I post sul forum e il rapporto con le donne
Nelle ultime settimane hanno fatto discutere alcuni post scritti da Sempio su un forum, messaggi in cui diversi osservatori hanno letto un atteggiamento poco rispettoso verso le donne. Crepaldi ha ammesso di aver provato un certo disagio leggendoli, precisando però che non corrisponderebbero alla persona da lui conosciuta.
Anche Ilaria Conti ha smentito che vi fossero particolari problemi: ha raccontato di essere stata accolta con affetto fin dal primo incontro e ha descritto Sempio come una persona normale e affettuosa, lontana dall’immagine emersa di recente.
Il ricordo di “Elena”
Crepaldi ha poi rievocato un episodio del passato, legato a una cameriera di una birreria, una certa Elena, per cui Sempio avrebbe nutrito un interesse. L’amico, pur senza parlare di sentimenti profondi, ha riferito che si intuiva l’attrazione.
Lo stesso Crepaldi ha inoltre escluso che Sempio gli avesse mai fatto cenno a Chiara Poggi o ad Alberto Stasi, il fidanzato della ragazza condannato nel 2015 per l’omicidio, dicendosi certo che l’amico non conoscesse la sorella di Marco Poggi.
Il nodo del numero di scarpe
Tra gli elementi al centro dell’inchiesta c’è anche il numero di scarpe. Sulla scena del crimine fu rilevata all’epoca un’impronta corrispondente a un 42, mentre Sempio ha sempre dichiarato di calzare un 44 sin dai 18-19 anni.
A confermarlo è stato proprio Crepaldi, che porta lo stesso numero: ha raccontato di ricordarlo con certezza grazie a un episodio specifico, legato all’acquisto di un paio di scarpe che piaceva a entrambi. Un dettaglio apparentemente minimo, ma che potrebbe avere un peso nella ricostruzione complessiva. Saranno gli accertamenti a stabilire quale valore attribuire a ciascun elemento di una vicenda che, a quasi vent’anni di distanza, continua a dividere.