sabato, Marzo 14

Referendum giustizia 22-23 marzo 2026: sondaggi in bilico tra Sì e No

Mancano pochi giorni al voto e i sondaggi raccontano un’Italia che non riesce a decidersi. Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026 — quello che chiede agli italiani di confermare o respingere la cosiddetta riforma Nordio, con al centro la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura — si avvicina in un clima di polarizzazione crescente e con un esito che nessun istituto di ricerca si azzarda a considerare scontato.

I due fronti, quello del e quello del No, sono praticamente appaiati. E la variabile che potrebbe decidere tutto non è tanto l’orientamento degli elettori, quanto il numero di quelli che si presenteranno alle urne.

A differenza dei referendum abrogativi, questo è un referendum costituzionale confermativo e non prevede quorum: vince semplicemente chi prende più voti tra i partecipanti. Il che significa che anche con un’affluenza modesta, il risultato sarà valido e definitivo. Ed è proprio questa caratteristica a rendere la partita così difficile da leggere: con un’affluenza bassa, gli elettori più motivati — che secondo le analisi sono oggi quelli del No — potrebbero fare la differenza. Con un’affluenza alta, il campo si livella e la sfida torna in equilibrio.

Ma cosa dicono esattamente i sondaggi? E su cosa si dividono governo e opposizioni?

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