lunedì, Marzo 23

Salvini viola il silenzio elettorale alla vigilia del referendum: cosa succede ora

Non è la prima volta che esponenti politici italiani si muovono in modo disinvolto nei confronti delle norme sul silenzio elettorale nell’era dei social. La questione è annosa: la legge che regola il silenzio elettorale risale a decenni fa e non contempla esplicitamente i social network, creando una zona grigia che alcuni politici sfruttano consapevolmente. Ma il caso Salvini, per la chiarezza del messaggio e la carica istituzionale di chi lo ha pubblicato, si distingue dagli episodi più ambigui.

Il contesto: un referendum diviso e una campagna ad altissima temperatura

Il gesto si inserisce nella campagna referendaria più accesa degli ultimi anni. Il referendum sulla riforma della giustizia — che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il sorteggio dei componenti dei nuovi CSM e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare — ha diviso l’Italia in modo netto. Da una parte il centrodestra compatto per il Sì, con Meloni in prima linea fino alla vigilia del voto; dall’altra un fronte del No che schiera politici, magistrati, intellettuali e numerosi volti del mondo dello spettacolo.

I sondaggi mostravano un quadro molto incerto, con la partecipazione come variabile decisiva visto che il referendum non prevede quorum. In questo contesto, ogni azione comunicativa nelle ultime ore prima del voto ha un peso politico amplificato. E quella di Salvini — con il suo post in violazione del silenzio elettorale — è già diventata uno degli episodi più commentati della giornata.

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