Le parole chiave analizzate dagli investigatori portano a collegamenti con club come Juventus, Atalanta e persino Arsenal, suggerendo una rete che travalica i confini cittadini e coinvolge ambienti sportivi di alto livello. Il circuito, noto come “Made”, sarebbe stato un punto di riferimento per numerosi calciatori anche di squadre in trasferta a Milano. E il mondo del calcio non sarebbe l’unico coinvolto: tra i clienti compare anche un presunto pilota di Formula 1.
Al centro dell’organizzazione: Ma.De Milano
A guidare il sistema erano Emanuele Buttini e la compagna Deborah Ronchi, con sede operativa a Cinisello Balsamo. Le intercettazioni restituiscono uno spaccato di contabilità precisa: cifre annotate, riferimenti diretti a clienti identificati con iniziali, richieste esplicite e risposte rapide a una clientela facoltosa e trasversale. Un’organizzazione strutturata, non occasionale, che secondo gli inquirenti avrebbe continuato ad operare anche durante la pandemia da Covid — a conferma di quanto fosse radicata.
Le ragazze e il passaggio più inquietante
L’inchiesta solleva anche questioni legate all’età delle donne coinvolte, alcune delle quali giovanissime. In una delle intercettazioni emerge un dettaglio particolarmente grave: si parla di una ragazza rimasta incinta a seguito di uno dei festini. Un elemento che gli inquirenti stanno valutando con attenzione e che potrebbe cambiare la natura stessa dell’indagine.
Il quadro che emerge è quello di un sistema ben organizzato, trasversale a più ambienti dello sport e non solo, capace di resistere nel tempo e di espandersi ben oltre i confini del calcio milanese. Le indagini sono in corso. E i nomi, per ora, sono solo la superficie.