In Consiglio comunale, i dissidenti dem insieme ai socialisti contano quattro consiglieri. Caruso, al momento, dispone ancora della maggioranza necessaria – fissata a venti seggi – ma quei quattro voti potrebbero diventare determinanti in caso di una crisi più ampia.
L’ipotesi di una dimissione di massa dei consiglieri, che porterebbe allo scioglimento anticipato del Consiglio, resta complessa e poco frequente nei comuni capoluogo. Tuttavia, il solo fatto che venga evocata dà la misura della gravità dello scontro.
Cosenza e il peso della storia politica
La crisi arriva in una città che ha avuto un ruolo di primo piano nella storia politica del Mezzogiorno. Cosenza è stata governata per dieci anni, dal 2011 al 2021, da Mario Occhiuto, esponente del centrodestra e fratello dell’attuale presidente della Regione Calabria.
In passato, la città ha espresso figure centrali della Prima Repubblica, dal leader socialista Giacomo Mancini a uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana come Francesco Misasi, a conferma di un territorio politicamente strategico e simbolico.
Un altro problema per la leadership nazionale
Dopo il terremoto politico di Salerno, dove le dinamiche interne hanno portato a dimissioni forzate e manovre di vertice, la vicenda di Cosenza rappresenta un’ulteriore grana per la segreteria nazionale del Pd.
Il centrosinistra appare sempre più frammentato, incapace di gestire i conflitti interni e di presentarsi come un fronte compatto nei territori. Una situazione che rischia di avere ripercussioni non solo locali, ma anche sul piano nazionale.


















