venerdì, Gennaio 23

Centrosinistra in crisi anche a Cosenza: scontro tra il sindaco Caruso e il Pd, rischio elezioni anticipate

In Consiglio comunale, i dissidenti dem insieme ai socialisti contano quattro consiglieri. Caruso, al momento, dispone ancora della maggioranza necessaria – fissata a venti seggi – ma quei quattro voti potrebbero diventare determinanti in caso di una crisi più ampia.

L’ipotesi di una dimissione di massa dei consiglieri, che porterebbe allo scioglimento anticipato del Consiglio, resta complessa e poco frequente nei comuni capoluogo. Tuttavia, il solo fatto che venga evocata dà la misura della gravità dello scontro.

Cosenza e il peso della storia politica

La crisi arriva in una città che ha avuto un ruolo di primo piano nella storia politica del Mezzogiorno. Cosenza è stata governata per dieci anni, dal 2011 al 2021, da Mario Occhiuto, esponente del centrodestra e fratello dell’attuale presidente della Regione Calabria.

In passato, la città ha espresso figure centrali della Prima Repubblica, dal leader socialista Giacomo Mancini a uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana come Francesco Misasi, a conferma di un territorio politicamente strategico e simbolico.

Un altro problema per la leadership nazionale

Dopo il terremoto politico di Salerno, dove le dinamiche interne hanno portato a dimissioni forzate e manovre di vertice, la vicenda di Cosenza rappresenta un’ulteriore grana per la segreteria nazionale del Pd.

Il centrosinistra appare sempre più frammentato, incapace di gestire i conflitti interni e di presentarsi come un fronte compatto nei territori. Una situazione che rischia di avere ripercussioni non solo locali, ma anche sul piano nazionale.

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