domenica, Aprile 19

Sondaggi, la notizia su Silvia Salis appena arrivata: “Chi vincerebbe ora”

L’istituto Piepoli ha pubblicato una rilevazione che tocca quasi tutti i temi caldi della settimana politica italiana — e i risultati non sono comodi per nessuno. Al centro c’è la questione della leadership del campo largo, con un dato che potrebbe ridisegnare gli equilibri interni alla coalizione di centrosinistra. Ma il sondaggio dice molto anche sull’Iran, su Trump e persino sulle sanzioni alla Russia.

Salis batte Conte: il 56% del campo largo la vuole leader

Il dato più dirompente riguarda la corsa alla guida del centrosinistra. Alla domanda su chi dovrebbe guidare il campo largo alle prossime elezioni politiche, il 56% degli elettori dell’area progressista indica Silvia Salis, sindaca di Genova. Il gradimento sale al 62% tra gli elettori di centrosinistra puro, mentre scende al 41% tra quelli del M5S — dove la resistenza verso la sindaca genovese è più marcata, con un 59% contrario alla sua leadership.

Il dato è ancora più interessante se si considera il contesto: nelle stesse ore in cui il Fatto Quotidiano pubblicava l’attacco di Selvaggia Lucarelli contro Salis — letto da molti come una mossa politica a favore di Conte — i sondaggi raccontavano che la sindaca di Genova è già, nella percezione degli elettori, la rivale più credibile del leader M5S.

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Primarie sì, ma con Salis come favorita

Agli stessi elettori è stato chiesto se preferirebbero le primarie o l’investitura diretta di Salis come leader. Il 53% ha scelto le primarie — con percentuali simili tra elettori di centrosinistra (55%) e M5S (52%). Il 30% preferirebbe invece la designazione diretta. Un dato che mostra come la maggioranza del campo largo voglia comunque un processo democratico, ma con Salis come punto di riferimento.

Iran: l’82% non crede alla tregua, il 63% non si fida di Trump

Sul fronte internazionale i numeri del sondaggio Piepoli sono ugualmente netti. L’82% degli italiani ritiene che la tregua in Iran non reggerà, contro il 18% che si dice convinto del contrario. Un pessimismo diffuso che attraversa tutti gli schieramenti politici e che riflette la percezione di una situazione geopolitica ancora tutt’altro che stabilizzata.

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