domenica, Aprile 19

Alessandro Venturelli scomparso da 5 anni: la mamma ha avuto un aneurisma e 40 giorni di coma

Cinque anni. Cinque anni in cui il tempo si è fermato a quella mattina del 5 dicembre 2020, quando Alessandro Venturelli è uscito di casa a Sassuolo e non è più tornato. Cinque anni in cui i suoi genitori, Roberta Cassai e Roberto Venturelli, non hanno smesso di cercarlo un solo giorno. Nemmeno quando il corpo di Roberta ha ceduto, presentando un conto che nessuno avrebbe voluto pagare.

L’aneurisma e i 40 giorni in coma

Roberta lo racconta con quella voce piatta di chi ha attraversato un dolore così grande da non avere più la forza di colorarlo. Ha avuto un aneurisma cerebrale. È rimasta 40 giorni in coma farmacologico. E in quei 40 giorni, nell’unico filo di coscienza che riusciva ad aggrapparsi alla realtà, c’era solo lui. “L’unica cosa che ricordo è Alle, l’avevo in testa e l’avevo nel cuore”, ha raccontato a Verissimo. “La vita mi sta chiedendo troppo”.

Una frase che dice tutto. Cinque anni di ricerche solitarie, di segnalazioni andate a vuoto, di viaggi tra Torino e l’Olanda, di notti trascorse sul divano a fissare il buio e chiedersi dove sia finito suo figlio. E in mezzo a tutto questo, il corpo che si ribella. “Sono 5 anni che cerco mio figlio da sola, che non abbiamo notizie di Alessandro, non abbiamo l’appoggio di nessuno”.

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Quella mattina del dicembre 2020

Roberta ricorda ogni dettaglio di quel giorno con una lucidità che fa male. “Quella mattina avevamo litigato. È stata una discussione creata da lui, già aveva deciso che sarebbe scappato. Da una decina di giorni tramava qualcosa”. Nei giorni precedenti alla scomparsa, Alessandro dormiva con la madre e manifestava una paura intensa, inspiegabile. “Non siamo riusciti a farci dire da che cosa aveva paura. Avevamo un ottimo rapporto con lui, trasparente. Continuo a non capire perché sia andato via”.

Le telecamere lo hanno ripreso mentre si allontanava. Il padre Roberto ha provato a fermarlo, senza riuscirci. Alessandro ha scavalcato qualcosa — una soglia fisica e mentale — e si è dissolto nel nulla.

Le ricerche: segnalazioni, clochard e piste sbagliate

In cinque anni ne hanno percorse di strade. Torino, l’Olanda, le città di mezza Italia. “Ci sono state tante segnalazioni a Torino, abbiamo parlato con i clochard della città. Abbiamo trovato un ragazzo scomparso, ma non era Alessandro”, racconta Roberta. Ogni segnalazione è una fiamma che si accende e si spegne. Ogni volta ricominciare da capo.

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