Forza Italia, sotto la guida di Antonio Tajani, registra valori simili, oscillando tra l’8,1% e il 9,2%. Anche in questo caso, il dato mostra una certa continuità, ma non evidenzia slanci particolari che possano ridisegnare gli equilibri interni al centrodestra.
Il ruolo di Lega e Forza Italia resta comunque strategico per il mantenimento della coalizione, soprattutto in vista delle amministrative dove il sostegno unitario sarà fondamentale per ottenere risultati concreti.
Le forze progressiste minori: Verdi-Sinistra in lieve calo
Nel campo progressista, l’Alleanza Verdi-Sinistra registra valori compresi tra il 5,5% e il 5,8%. Tuttavia, alcune rilevazioni – come quelle di Noto – segnalano un lieve calo rispetto ai mesi scorsi.
Il fronte ecologista e di sinistra radicale, pur mantenendo un peso politico rilevante soprattutto in alcune realtà locali, sembra incontrare difficoltà ad ampliare la propria base elettorale a livello nazionale. La competizione interna con il Partito Democratico e la necessità di trovare una linea comune penalizzano la capacità di crescita di questa area politica.
Il centro politico tra difficoltà e frammentazione
Il quadro più complesso riguarda il centro politico, caratterizzato da divisioni e consensi ridotti. Azione di Carlo Calenda oscilla tra il 2,5% e il 3,5%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi si colloca tra il 2,2% e il 2,9%.


















